Monza “gonza”, ma la Gazzetta non ci sta

Il Napoli vince e lo fa in Lombardia sul campo del Monza di Raffaele Palladino ma, a qualcuno, il successo degli azzurri non è andato giù.

NapoliFoto Mosca
Articolo di Luciano Scateni08/04/2024

Tema: “Le dimissioni sono la rinuncia dignitosa di chi sceglie il prepensionamento dopo una vita di lavoro usurante, meritevole di riposo, magari in un Paese del mondo che non dissangua i pensionati con oneri fiscali insostenibili”.

Le dimissioni per autoesclusione di chi viene meno all’onorabilità sono scelta rara e ne sanno qualcosa i politici responsabili di reati da galera che non mollano poltrone e relativi privilegi. In estensione di ragionamento, l’inquinamento della professione, per totale sottomissione al potere dominante, è prerogativa di molti giornalisti che snaturano il sacro principio dell’informazione indipendente per meri interessi venali o di carriera. L’esempio della Rai meloniana è illuminante. Le mani del regime su carta stampata e Tv non risparmiano nulla: diventano occasioni permanenti di comizi, di propaganda. Influenzano perfino sfere di interesse che in teoria sarebbero esenti da ritorni in termini di consenso politico, ad esempio, lo sport.

Ne avverte le conseguenze il calcio che una recente classifica dei ‘like’ pone stabilmente in vetta alle preferenze. La macchina della disinformazione, in evidente combutta fra Tg, programmi sportivi, talkshow, perfino spot pubblicitari, discrimina il Sud con provocatoria protervia il Sud.

Un caso limite è il racconto del Napoli, ignorato o denigrato per scelte che definire razziste non è un je accuse infondato. Ieri, richiamati al rispetto del loro valore di giocatori con lo scudetto sul petto e di professionisti strapagati, i giocatori del Napoli per mezz’ora hanno interpretato a livelli di autentica eccellenza il calcio da scudetto di un anno fa. Ora osservate cosa ha inventato la Gazzetta dello Sport per ridimensionare il successo del Napoli sul Monza del berlusconiano Galliani:

“Palladino” (allenatore del Monza) “Ha di fatto consegnato la sua squadra a Francesco Calzona (tecnico del Napoli). Nello stesso slot dell’ingresso di Politano, ha tolto Akpa Akpro, ammonito, e Zerbin per inserire Bondo e Ciurria. La mediana, già priva del cervello Pessina (squalificato), si è sfaldata, la fascia sinistra è stata presa d’assalto. E non è più bastato andare a cercare la testa di Djuric”.

Il lato peggiore di questa supposizione leghista: Raffaele Palladino, che guida i brianzoli con riconosciuta competenza, secondo voci di ‘mercato’ sarebbe tra i più accreditati successori di Calzona per il Napoli del 2024-2025 e avrebbe il ‘grave torto’ di essere napoletano. La Gazzetta, non lo scrive esplicitamente, assimila presunti ‘errori tecnici’ nell’operare i cambi a un una modo sottilmente latente di favorire gli azzurri. La Gazzetta: “Una mossa di Raffaele Palladino ha ‘aiutato’ gli azzurri”: così il quotidiano sportivo nordista. In un Paese normale sarebbe forse lecito chiedere le dimissioni della redazione della Gazzetta, per essere palesemente nordcentrico e a maggior ragione perché non mette a frutto il suo primato di diffusione, autorevolezza influente e di vendite, non esercita il ruolo di leader di una campagna permanente che stronchi il razzismo di molte tifoserie, piaga inconciliabile con il principio democratico della Costituzione che assegna la piena parità di etnie e religioni.

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