La corsa contro il tempo della Salernitana

La chiave per scongiurare l'inevitabile debacle della Salernitana resta quella di chiamare subito un direttore sportivo esperto e dalla personalità incisiva, capace di penetrare nelle intricate dinamiche dello spogliatoio e di risvegliare la passione e la determinazione dei giocatori smarriti per riaccendere quella fiamma agonistica che sembra ormai languire.

Salernitana di Filippo InzaghiUS Salernitana v Cagliari Calcio Filippo Inzaghi Head Coach of US Salernitana gestures during the Serie A match between US Salernitana and Cagliari Calcio at Stadio Arechi Salerno Italy on 22 October 2023.
Articolo di admin18/11/2023

Il destino della Salernitana sembra essere appeso a un filo sottile mentre il club tenta freneticamente di raddrizzare la stagione. L’amministratore delegato, Maurizio Milan, ha cercato di tranquillizzare i tifosi, che avevano chiesto inutilmente di incontrare il presidente Iervolino, dichiarando che la società è determinata a mantenere la categoria, ma la domanda rimane: gli interventi di gennaio saranno sufficienti ad evitare la retrocessione o sarà troppo tardi?

La promessa di mettere a disposizione una cifra consistente per rinforzare l’organico è sicuramente un segnale positivo, ma l’amara realtà è che il tempo stringe e la Salernitana è attualmente inchiodata all’ultima posizione in classifica e la squadra ha assoluto bisogno di rinforzi di grande qualità, dopo la deficitaria campagna acquisti estiva.

Secondo le parole di Milan, sono attesi almeno cinque calciatori d’esperienza, tutti con una conoscenza approfondita della Serie A italiana. La lista comprende due difensori centrali, due centrocampisti e un attaccante, con la possibilità di aggiungere un esterno sinistro come alternativa a Bradaric. Vorremmo chiedere a De Sanctis se è ancora convinto della bontà di questa difesa e se resta dell’idea che Soulè non serviva alla Salernitana. Tuttavia, la questione cruciale è se questi rinforzi arriveranno in tempo per risollevare il rendimento della squadra.

Inoltre, l’Amministratore Delegato ha lasciato intendere che potrebbero verificarsi partenze eclatanti per far quadrare i conti e soddisfare eventuali malcontenti nel gruppo. La clausola di 22 milioni di euro legata al futuro di Boulaye Dia solleva il rischio concreto di un addio a gennaio, con la Fiorentina e alcune squadre inglesi già pronte a riaccoglierlo. Anche gli agenti di Kastanos e Candreva stanno ipotizzando scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili, rivelando una fase di mercato che si annuncia turbolenta.

Ma la Salernitana, attuale fanalino di coda nella classifica di Serie A, richiede un intervento immediato, senza rinviare tutto a gennaio quando il ritardo in classifica, visto il ciclo di partite terribile che l’aspetta, potrebbe apparire irrecuperabile e far desistere la società dall’effettuare ulteriori investimenti. Alla squadra manca come il pane un leader dal carisma straordinario per evitarne il naufragio. La situazione è assai delicata, i tifosi assistono sconsolati a quella che appare come un’orchestra senza direttore, e la partitura che risuona è tutt’altro che armoniosa.

Quella che nelle promesse della società doveva essere una squadra ancora più forte della precedente, in grado di assicurare una permanenza nella massima serie senza più affanni, si è invece rivelata un vascello alla deriva, incapace di reggere il confronto anche con le neo-promosse. Il presidente Iervolino appare sempre più lontano e deluso, anche il direttore sportivo De Sanctis è sparito dai radar e sembra abbia perso, oltre a quello dei tifosi, anche il sostegno della società. La scelta di un nuovo direttore sportivo, figura cruciale in questo scenario, potrebbe rappresentare il filo d’Arianna per uscire dal labirinto di una retrocessione che sarebbe fatale per i sogni di gloria cullati dalla società. Avevamo preannunciato da tempo questa necessità con questi due articoli: 1) Il ritorno di Sabatini: è l’asso nella manica per salvare la Salernitana. 2) Walter Sabatini, l’eterno idolo dei salernitani.

Purtroppo si è preferito puntare tutto sul cambio dell’allenatore che non ha fin qui sortito i risultati attesi, mentre i tentativi di scaricare tutta la responsabilità su Sousa e su una presunta carente preparazione atletica, appare francamente non condivisibile.

La chiave per scongiurare l’inevitabile debacle resta perciò quella di chiamare subito al capezzale della Bersagliera un direttore sportivo esperto e dalla personalità incisiva, capace di penetrare nelle intricate dinamiche dello spogliatoio e di risvegliare la passione e la determinazione dei giocatori smarriti per riaccendere quella fiamma agonistica che sembra ormai languire. Un condottiero che sappia comunicare con il cuore e che deve fungere da catalizzatore per unire la squadra e spronarla a superare le difficoltà che minacciano di sommergerla.

Anche una attenta analisi dei ruoli è indispensabile. Identificare con precisione le lacune, i vuoti, e colmare quei varchi con rinforzi mirati. Serve un occhio clinico per individuare non solo i talenti, ma anche coloro che sapranno incarnare lo spirito della squadra. Una scelta mirata, senza provocare nuovi conflitti con gli agenti dei calciatori, scongiurando così l’isolamento che ha caratterizzato l’ultima campagna acquisti e che ci ha obbligato a ripiegare oltre confine per cercare rinforzi.

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