Passo dopo passo
I colpi di mercato di Raspadori e Simeone propongono a Spalletti il dilemma della sovrabbondanza. Non essendo il tecnico di Certaldo famoso per le rotazioni, riuscirà nel compito di coinvolgere tutti?

© “ESULTANZA NAPOLI” – FOTO MOSCA
Lento pede, figura metaforica per chi mastica un po’ di latino, sottintende un muoversi con il passo della tartaruga, della lumaca. Così il percorso d De Laurentiis nella campagna estiva di acquisti e vendite non ancora completato; sull’impervio sentiero del mercato ancora un paio di incognite, ma…ma alleluia brava gente, sprint improvviso con l’ingaggio di giovani potenzialità (ad eccezione di Simeone, che imberbe non è): è cosa fatta e ora la ‘patata bollente’ è nelle mani, pardon, nella testa di Spalletti.
Deve onorare il suo un passato oramai remoto, che fa dire al giornalismo di settore “Quant’è bravo”, anche se alla guida del Napoli non è apparso come clone di Sarri, della spettacolare personalità decantata dall’Europa del calcio e dagli appassionati disposti a perdere punti, sacrificati al ‘bello del football’.
Spalletti dovrà misurarsi con la qualità del contesissimo Osimhen, finora orfano di una spalla capace di ottimizzare il suo formidabile potenziale e di new entry di tutto rispetto. Gli esodi noti di giocatori cardine del Napoli e l’ingaggio di sostituti niente male ha spento dell’allarme per i vuoti non colmati. Un paio di soluzioni alternative non hanno convinto al cento per cento (Kim, Olivera), ma con Khvicha Kvaratskhelia il Napoli ha imboccato la strada giusta.
I colpi di mercato di Raspadori e Simeone (benvenuti) propongono al tecnico lo scabroso tema della sovrabbondanza, anche se il bilancio del dare e avere racconta di tredici acquisti (Kvaratskhelia. Kim Min-Jae, Olivera, Ostigard, Simeone, Raspadori, Sirigu, Gaetano, Zerbin, Palmiero, Zedadka, Costa, D’Ursi) contro le diciotto vendite (Insigne, Koulibaly, Mertens, Ospina, Milik, Petagna, Contini, Tutino, Tuanzebe, Ghoulam, Malcuit, Machach, Luperto, Flolorunsho, D’Agostino, Mezzoni, Sgarbi, Ferrari).
In bilico l’esodo di Fabian e di Meret. Ipotesi di Napoli 2022/2023: Meret, Sirigu, Navas ???; Di Lorenzo Raahmani, Kim, Ostigard, Mario Rui, Olivera; Anguissa, Lobotka, Zielinski, Gaetano, Elmas Ndombélé; Lozano, Politano, Raspadori, Osimhen, Zerbin, Ounas, Simeone, Kvaratskhelia. Qual è il tridente titolare d’attacco, secondo Spalletti? Vedremo. E la difesa orfana di Koulibaly confermerà il record di squadra che ha subìto meno gol nel campionato 2021/2022?
L’imbarazzo della scelta non sembra nelle corde di Spalletti, apertamente o sottovoce imputato di non essere fantasioso stratega, di ‘cambi a vanvera’, di spedire in campo giocatori tutt’altro che di seconda scelta negli ultimi cinque minuti prima del 90esimo, di scarso feeling con la squadra e i tifosi.
Il test di Verona-Napoli non fa testo, e quasi certamente neppure la prossima partita casalinga con il neo promosso Monza. Sfiducia a priori in Spalletti? Proprio no, ma neppure fiducia con gli occhi bendati. Buona fortuna, azzurri.
