L’11 dei sogni del Napoli targato Bezos

Davanti al gran chiacchiericcio che sta circolando intorno alla figura di Jeff Bezos e il possibile interessamento per il Napoli, abbiamo deciso di scherzarci un po' su e provare a sognare in grande.

napoli haaland
Articolo di Francesco Gorlero20/01/2022

Ma non sarà mica vero? Forse è uno scherzo di carnevale anticipato. Dopo gli arabi che si accaparrano un altro pezzo di storia con il Newcastle, Napoli ha un cuore troppo grande e sensibile a tuffi improvvisi per poter anche solo credere che il terzo uomo più ricco del mondo voglia acquistare la società di calcio azzurra. E se invece… no, non è possibile. Non ci dobbiamo illudere di tanta grazia e speranza. Eppure, Amazon è già uno sponsor ufficiale della squadra. No! Abbiamo detto che la disillusione potrebbe essere insostenibile se si continuasse a strombettare ai quattro venti che lui, Jeff Bezos, vuole davvero il Napoli. Ma per un istante, un breve e impalpabile momento, accarezziamo tutti insieme quel sogno che non si osa accostare al reale, e divertiamoci.

NAPOLI 2030, ODISSEA NELLA FANTASIA

Sono trascorsi ormai 4 anni e mezzo dall’acquisizione del Napoli da parte del fondatore di Amazon Jeff Bezos, e gli obbiettivi prefissi al suo insediamento sono stati quasi tutti raggiunti. Riportare lo scudetto a Napoli dopo quasi 40 anni, spodestare il predominio economico dei club del nord Italia e, soprattutto per i tifosi, puntare alla finale di Champions League. I primi due punti sono stati conseguiti. Lo scudetto della stagione 2029 cucito sopra al cuore sulla divisa Air Jordan, nuovo partner commerciale per il materiale sportivo, ne è la prova provante. Adesso non resta che tentare l’assalto al bottino più ambito d’Europa.

PSG, Manchester City, Real Madrid e Napoli. Ecco le quattro semifinaliste del torneo di Champions League 2029/30. I Cityzens hanno continuato a investire su grandi giocatori affermati o in rampa di lancio, mentre Les Parisiens, dopo le due Champions conquistate tra il 2023 e il 2026, sono tornati per chiudere il decennio con il tris. Dall’altra parte del tabellone troviamo il Real Madrid di Mbappé, campione in carica, e il Napoli di Guardiola, giunto alla sua ultima avventura in panchina. La squadra azzurra fa tremare chiunque in Europa. Il gioco mostrato fin lì, la testa del campionato di Serie A, e la goleada inferta al Liverpool ad Anfield per 1-4, legittima ambizioni importanti. Esattamente come aveva dichiarato il presidente Bezos quasi cinque anni fa.

Andiamo adesso a conoscere i giocatori che compongono questo Amaz(ing)on Napoli. A difendere la porta azzurra troviamo già da tre stagioni Andrij Lunin. Una volta considerato un portiere prodigio, motivo per cui venne acquistato dal Real Madrid nel lontano 2018. Tuttavia, la scarsa fiducia delle merengue lo hanno portato prima a Londra, sponda Arsenal, dove è cresciuto e si è affermato nella top 5 tra i guantoni in Europa, e poi, per la bellezza di 72 milioni di euro all’ombra del Vesuvio. Oggi, a 31 anni, comanda la difesa azzurra con ordine e maturità.

Il quartetto di difesa è pura solidità e spinta. De Ligt, tornato in Italia quest’anno in cerca di riscatto dopo le non entusiasmanti esperienze a Barcellona e Borussia Dortmund. Anche lui, alla soglia dei 30 anni, come talvolta accade ad alcuni difensori (Barzagli), trova l’equilibrio che richiede il ruolo. Gran parte merito suo se la retroguardia del Napoli risulta la seconda meno battuta del campionato. L’altro centrale è frutto del settore giovanile, strappato alla concorrenza di mezza Europa e proveniente direttamente dal vivaio del PSG, Wassa Sangare, il quale sta crescendo molto bene accanto all’olandese. Il suo punto di forza è il recupero in velocità, per questo si abbina bene alla capacità di De Ligt di marcare. Sulle fasce troviamo il più disciplinato Singo, cresciuto notevolmente in copertura dal suo arrivo a Napoli nel 2024 (22 milioni più 3 di bonus) e la freccia canadese ex Bayern Alphonso Davies, arrivato a parametro zero con la promessa di un ultimo ricco ingaggio.

Davanti alla difesa Guardiola può contare su geometrie e polmoni. Disegnare gioco e intessere trame è compito di Pedri, attirato in estate dalla possibilità di lavorare, finalmente, con il tecnico catalano. La spesa è stata importante per il Napoli, non per Bezos: 110 milioni e colpo dell’estate 2029. Ossigeno puro per le casse del Barca e operazione resa possibile proprio dagli introiti garantiti a bilancio da Air Jordan. Rincorrere tutto ciò che si muove e gravita intorno alla metà campo è il ruolo affidato a Boubacar Kamara. L’ex Marsiglia, nonché sogno proibito del Milan di inizio decennio, approdò a Newcastle nell’estate 2022 per 30 milioni e, dopo appena tre stagioni fallimentari con i Magpies, ripartì in direzione United dove divenne la diga dei Red Devils bicampioni 2025/26. Fu uno dei primi grandi acquisti di Bezos alla guida del Napoli: 62 milioni al Manchester e contratto da 9 per il giocatore. Il primo tassello di una nuova era.

Poi, con le due qualificazioni alla Champions consecutive in campionato nelle stagioni 2027/28-2028/29, e la vittoria della coppa Italia 2028, arrivarono le grandi manovre in attacco. Lo scambio con il Real Madrid tra Victor Osimhen, nel pieno della maturità calcistica e fisica, in aggiunta ad altri 48 milioni di euro, ed Erling Haaland è stato l’innesco a quella deflagrazione che un intero popolo attendeva. Oggi il norvegese con la 9 azzurra trascina i suoi compagni in Italia e in Europa a suon di gol, come ha sempre fatto da dieci anni a questa parte. Una vera garanzia. Il Real, in compenso, ha formato una delle coppie più veloci e temibili del continente con Mbappé e Osimhen. Non a caso sono i detentori della coppa dalle grandi orecchie.

Mancano i tre ispiratori del terminator norvegese da elencare. Ala sinistra: Dominik Szoboszlai, talento ungherese dal destro sopraffino; Trequartista: il novello Altafini, Paulo Dybala. L’argentino, alla soglia dei suoi 36 anni non può più garantire il guizzo, ma la Joya ha sempre incantato nei due anni in maglia azzurra. Ala destra: Ferran Torres, il cui peregrinare di prestito in prestito in seguito al suo passaggio al Barcellona nell’ormai 2021/22, lo aveva fatto sparire un po’ dai radar dei club, nonché della nazionale spagnola. Dopo la cessione a titolo definitivo al Chelsea nel 2026, Bezos fiutò l’affare se lo spagnolo non avesse reso secondo le aspettative. E dopo due stagioni di alti e bassi, il patron del Napoli sferrò l’attacco. 20 milioni più il cartellino di Anguissa, diventato capitano dopo la partenza di Di Lorenzo direzione Firenze, e l’affare è fatto.

Con questa squadra Bezos ha riportato il sogno a Napoli dopo quasi 40 anni. Ma per Jeff il limite è il cielo. Ha imparato a innamorarsi della città, e ha permesso a questa di segnarlo. Tra i suoi mille business, si nota un certo attaccamento ai colori sociali. E i napoletani lo hanno colto. Prima l’entusiasmo era per la barcata di soldi che i tifosi speravano potesse investire. Adesso non è solo riconoscenza, è identificazione. Uno strano rapporto venutosi a creare tra l’uomo d’affari d’oltreoceano e la città dai mille colori e sapori. Tuttavia proficuo, specialmente sul campo.

Stasera il Napoli scenderà in campo al Santiago Bernabeu per giocarsi la gara di ritorno delle semifinali di Champions League contro il Real Madrid. Chi l’avrebbe mai detto un decennio fa, quando De Laurentiis sistemava i conti e tagliava stipendi a destra e a manca che il futuro della società sarebbe stato tanto roseo, pardon, azzurro. Il nord adesso arranca sulla Cenerentola del sud, vestita di tutto punto per rispondere all’invito del gran ballo. E magari…vissero tutti felici e contenti.