Risanare la Salernitana: una sfida da esperti di Calciomercato
Per la Salernitana il prossimo mercato si prospetta come un'ardua opera di risanamento tra rosa svalutata e conti in rosso. Il modello Lecce insegna.
Foto MoscaIl valore crollato della rosa della Salernitana
Il crollo del valore della rosa, passato da 103 milioni a soli 79 in pochi mesi (vedi qui l’attuale valutazione di ciascun calciatore granata), è la ferita più evidente dell’annata nera dei granata. Cedere i pezzi pregiati senza fare il pieno di minusvalenze sarà la prima missione. Ma attenzione ai casi spinosi.
Il caso Dia da risolvere
Il contenzioso con Boulaye Dia è un nodo gordiano da sciogliere in fretta. La richiesta di 20 milioni di risarcimento potrebbe spaventare acquirenti, mentre l’attaccante out da due mesi ha visto crollare il suo valore da 25 a 13 milioni. Riportarlo in campo o trovare una mediazione è prioritario.
Poi c’è il caso dei “profili non da B” come Ochoa, Candreva, Fazio, Simy, Coulimbaly e Maggiore. Ingaggi pesanti che la Salernitana non potrà più permettersi. Liberarsene senza perderci troppo sarà complicato anche per un esperto di calciomercato.
Decisioni spinose in previsione del prossimo Mercato
La lista prosegue con giocatori come Tchaouna, Kastanos, Bradaric e Pirola, che in cadetteria scenderebbero controvoglia, dopo aver assaporato e gustato la A. Cederli vorrebbe dire monetizzare, ma ricostruire una rosa competitiva senza la loro presenza diventerebbe impresa titanica.
Gli oggetti misteriosi dalle valutazioni fumose come Martegani, Gomis, Ikwuemesi, Vignato, Sambia e Pasalidis rappresentano un altro grattacapo. Tenerli o restituirli al mittente? Scelte difficili da operare in poche settimane.
Una luce in fondo al tunnel
Ma c’è una luce in fondo al tunnel. I giovani di proprietà come Legowski, Iannoni e Iervolino, insieme ai rientri dai prestiti come Motoc, Bonazzoli e Sepe, potrebbero rappresentare un nucleo interessante da cui ripartire per un direttore sportivo di astuzia ed esperienza. A patto di liberarsi degli ingaggi pesanti e cedere i pezzi pregiati a cifre dignitose.
L’opera di risanamento della Salernitana è una fatica erculea che richiede un esperto di calciomercato con fiuto, intuizione e ponderatezza. Scegliere l’uomo giusto per questa delicatissima ricostruzione sarà la mossa più importante di Iervolino. Il futuro passa da qui.
L’esempio del Lecce: un precedente virtuoso da seguire
Un esempio virtuoso da cui la Salernitana può trarre ispirazione è quello del Lecce nella stagione 2020/2021. Dopo una retrocessione che non aveva però lasciato troppe scorie, i salentini operarono con oculatezza per risanare e ricostruire.
I giallorossi decisero di confermare l’allenatore nonostante la caduta in B. Eugenio Corini rimase alla guida del progetto tecnico, così come a Salerno potrebbe essere confermata la fiducia a Colantuono, dopo le infelici esperienza maturate con Pippo Inzaghi e Liverani.
Il ds Pantaleo Corvino, vecchia volpe del calciomercato, operò poi una importante ristrutturazione della rosa. Svincolati d’esperienza come Coda e Stepinski vennero acquistati a costi contenuti, sposando la filosofia di avere un mix equilibrato con talenti giovani già in organico come Blin e Listkowski.
Il Lecce poteva contare su un nutrito parco di giovani di proprietà come Bjarnason, Gendrey, Gallo e Monterisi da lanciare in cadetteria. I rientri dai prestiti come Maselli e Felici completarono il roster salentino. Ma anche la Salernitana può fare affidamento su alcuni giovani promettenti che potrebbero emergere nel torneo cadetto. Le giovanili della Salernitana sono ancora in rodaggio, ma i già citati Legowski, Iannoni, Iervolino, Motoc e Sfait sono in grado di fornire il loro apporto alla ricostruzione della nuova Salernitana, se affiancati da esperti della categoria che possono fare da balia per velocizzarne la crescita.
Infine, come dovrà fare la Salernitana, il Lecce alleggerì il monte ingaggi cedendo gli stipendi più pesanti come quelli di Lapadula, Falco e Saponara.
Con questa accorta gestione della campagna trasferimenti estiva, il Lecce centrò un pronto ritorno in A da matricola terribile. Un modello di risanamento che i granata farebbero bene a seguire per ricostruire al meglio dopo il pesante tonfo di questa stagione.
