Vero o falso, torto o ragione, fantasie o intuito?

Rimbalza di media in media la news dell’offerta di 7 milioni all’anno più benefit che il Toronto proporrebbe a Insigne.

Articolo di Luciano Scateni26/12/2021

©️ “INSIGNE” – FOTO MOSCA

È ormai certo, grazie ai ricercatori Usa di Palo Alto. Esseri umani di cultura occidentale sono connessi all’emisfero sinistro del cervello, specializzato nella gestione della razionalità. Il destro è attivo per un’altra latitudine della Terra dominata dall’intelligenza creativa. La spiegazione razionale dell’appannamento che denuncia Insigne da qualche tempo, razionalmente sarebbe da attribuire a un normale, fisiologico, calo di rendimento che non risparmia nessuno.

La lettura del ‘destro’ viaggia su tutt’altra lunghezza d’onda. Sospetta che prestazioni di qualità inferiore siano l’esito di un ‘conflitto d’interessi’, che siano concomitanti con la sottaciuta prospettiva di accedere a favolosi contratti con club disposti a dissanguarsi per disporre di un match winner. Fantacalcio? Forse, ma più in là il ricordo di episodi seriali lo escluderebbe. Come una bomba che esplode all’ora ics, come la miccia accesa di una mina vicina alla carica di tritolo, rimbalza di media in media la news dell’offerta di 7 milioni all’anno più benefit che il Toronto proporrebbe al capitano del Napoli per diventare la punta di diamante della locale squadra, già dal prossino gennaio o a fine campionato.

Per capirci, Lorenzino, metterebbe in banca il doppio di quanto De Laurentiis è disposto a concedergli. In volgare: il talento napoletano, accettata la proposta canadese, si sistemerebbe finanziariamente per tutta la vita e con un gruzzolo di tale dimensione da vivere come un ricco gaudente. L’account Twitter ‘Will Forbes’, esperto del calcio oltre oceano dà per scontato, al 95%, che l’‘affare’ è cosa fatta, che le parti sono all’analisi dei dettagli contrattuali. La disponibilità di Insigne sarebbe marginalmente conseguenza del mancato interesse di club europei che non hanno mai preso in considerazione le sue richieste.

De Laurentiis dall’esodo di Insigne potrebbe ricavare la bellezza di 28 milioni di euro. Proviamo a capire. Un calciatore che può accrescere il proprio prestigio e la ‘quotazione di mercato’ perché dovrebbe giocare ‘male’ di proposito, con il rischio di perdere credibilità? A domanda lecita, risposta adeguata e come definirla, da emisfero destro, apparentemente irrazionale. Il giocatore ‘X’: “Gioco male, al fine di offrire una ragione in più alla società di appartenenza perché accetti il mio esodo”. Il perfido, astuto atteggiamento, sarebbe concordato con il nuovo club, interessato al via libera per il tesseramento.

A sostegno di questa ‘ardita’ ipotesi è utile citare i ‘casi’ di Allan, Zapata, Ghoulam, Albiol, poi di Jorginho, che per ottenere il via libera, presero a giocare al di sotto del loro standard qualitativo e più di recente di Fabian e Koulibaly, poi rinsaviti grazie a contratti più vicini alle rispettive pretese. Caso limite: Manolas, uno dei più forti ‘centrali’ del nostro campionato, improvvisamente diventa un ‘brocco’, colto da nostalgia canaglia, patriottica, per la sua Grecia. È analogo il disegno ‘segreto’ di Insigne? Prima o poi sapremo se è una farneticazione giornalistica o una verità per ora mascherata.

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