Napoli, Conte è la rivincita e la guarigione di De Laurentiis
Dopo lo 0-0 maturato contro il Lecce, il Napoli punta forte su Antonio Conte: potrebbe rappresentare la rivincita e la guarigione per De Laurentiis
Foto MoscaE adesso andate via, deve restare solo, senza malinconia. Aurelio De Laurentiis, tra pochissime ore, si riprenderà la scena e lo scettro. Negli anni a Napoli ha sempre dimostrato di rispondere alle contestazioni più buie con i colpi ad effetto più scintillanti. La miccia la stringe tra le mani, perché ha deciso di dare fuoco alla stagione appena passata (la peggiore sotto la sua gestione).
In cenere dovrà ridurre il disastro sportivo e manageriale a cui abbiamo assistito. E dalle ceneri, proprio come una fenice, rinascere, anzi, rinsavire. Il match con il Lecce – uno scialbo 0-0, accompagnato dai fischi delle curve che ha sancito l’arrivederci ad ogni grado d’Europa – ha fatto calare il sipario sull’annus horribilis e, allo stesso tempo, messo fine all’agonia di tifosi, gruppo squadra e addetti ai lavori.
È finita qui con la disfatta di tutti, nessuno escluso, ma soprattutto la sua: ADL. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse. Il libro dello scudetto, scritto dalla mano di Aurelio che per paura di passare per un LIBERATO, troppo venne allo scoperto. Cadde in fallo. Appunto cadde, credeteci, si è rialzato.
Chi ha avuto, avuto, avuto. Chi ha dato, ha dato, ha dato. Scordiamoci il passato. C’è un presente e un futuro che si sta facendo. L’acqua bolle in pentola, Conte va solo calato. È tutto apparecchiato. All’interno della società potrebbe/dovrebbe arrivare una sfilettata.
Manna ha già acceso i fuochi della SUA cucina. Voci parlano di Oriali a fare da contorno, raccordo tra giocatori, allenatore e dirigenza. Un menù gerarchico a Napoli, nouvelle cuisine. Il dispotismo è durato sin troppo, il calcio non è humus per plenipotenziari.
Stiamo dando Conte fatto per certo? Certo che no, lo diamo al 99,9%. Sull’asse De Laurentiis-Conte sono ore roventi. L’accordo è dietro l’angolo, è quasi su tutto. L’annuncio anche. Sarebbe una bomba, ai livelli di Oppenheimer.
Conte al Napoli, ovvero uno degli allenatori migliori al mondo in azzurro. Un uomo per il quale parla prima il nome e tremano le mura dei centri sportivi, un vincente, un rivolta-spogliatoti. Sinonimo di rivoluzione, per dirla alla Churchill, l’ora più buia superata con sangue, fatica, lacrime e sudore.
È quello che la città si aspetta, forse che merita dopo questa annata funesta. Forse il colpo più esoso dell’era De Laurentiis, parliamo di circa 20 milioni lordi all’anno considerato lo staff che Conte porterebbe con se. Per chi è stato etichettato Pappone, forse, vale come una rivincita e noi tifiamo per lui.
