Da Lazio a Lazio: la resa incondizionata

Un pomeriggio amarissimo per il cuore partenopeo, che oltre ad aver visto sfumare un improbabile sogno Scudetto, contro la Lazio vede cadere anche la propria imbattibilità casalinga.

la Lazio vince a Napoli - credits to instagram Officialss_lazio.pngla Lazio vince a Napoli - credits to instagram Officialss_lazio.png
Articolo di Giancarlo Moscato19/04/2026

Ci sono delle situazioni calcistiche in cui ci si aspetta quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Perché è la legge dei grandi numeri, è la legge delle famose ciucciuettole, è la legge di chi non aspetta altro.

Dopo la grandissima delusione di Parma, in cui gli uomini di mister Conte ci hanno messo il proprio, a Napoli arriva la Lazio di mister Sarri. Quel Sarri che è stato tanto amato ma che come tanti altri ha scelto la via bianconera. Dello stesso Sarri che, nonostante non abbia vinto nulla a Napoli, è stato più applaudito di Spalletti che ha portato un tricolore dopo gli anni di Cristo, ma che è stato fischiato.

Valla a capire la coerenza di certa gente. Arriva a Napoli una Lazio che mentalmente e in misura di società di calcio, è totalmente distrutta. Una Lazio che è come quei tantissimi lavoratori che attendono il famoso mese che va e che viene, tanto lo stipendio prima o poi arriva. Quella Lazio che è chiamata a fare il minimo sindacale per salvare una faccia ormai scesa a schiaffi soprattutto dalla propria società.

Che ha un unico e vero obiettivo ancora da giocarsi, ovvero quella della finale di Coppa Italia. Di fronte con un Napoli che quantomeno è chiamato a difendere il secondo posto e il proprio onore. La sensazione è quella che, è già tanto acclamato Sold Out, in molti già abbiano abbandonato il famoso carro.

Il Napoli paga…Lazio

Posti vuoti, numerosi, nelle curve e distinti, di persone che nonostante il biglietto alla mano hanno preferito probabilmente una passeggiata in riva al mare. E la passeggiata in riva al mare l’hanno fatta anche i calciatori azzurri. Sembravano loro quelli ad avere il posto fisso comunale, e che spesso a stento accendono il pc e la stampante. La Lazio, senza nemmeno impegnarsi troppo si trova già in vantaggio, con un buco difensivo da far spavento.

L’atteggiamento dei calciatori di Conte, e dei tanto dei cantati favolosi quattro a centrocampo, è più bland0 di chi torna a lavoro il 1 settembre dopo un mese di agosto passato ai bagordi.
Mai un vero tentativo verso la porta del portiere laziale, mai un tiro in porta, tanto che alla fine del primo tempo già avvengono i primi cambi importanti.

Ma l’andazzo di certo non cambia e se non fosse per un rigore sbagliato, e per un Cancellieri che invece di fare la doppietta a porta vuota scaraventa il pallone in curva che lascerebbe gridare al calcio scommesse, si sarebbe già sotto di due palloni in un batter di pupilla.

Nemmeno questo è bastato, in quanto la Lazio, senza il nemmeno giocare di cui prima si porta al meritato raddoppio. Gira voce che il portiere laziale senza che nessuno se ne accorgesse, sia stato sostituito da una sedia, di quelle di legno su cui metti i panni nella tua stanza, ma nemmeno questo ha fatto la differenza. Ha ricevuto istruzioni da Sarri alla fine del primo tempo di andare a prenotare un tavolo in pizzeria per almeno 20 persone ed essendo sabato pomeriggio di tenerlo preparato e prenotato per la sera, tanto dalle sue parti in area di rigore non si sarebbe mai affacciato nessuno.

E la gente se ne accorge, perché si può anche perdere, ci si può anche arrendere, ma quantomeno mostrando la propria migliore faccia. Invece l’atteggiamento, che è quello che fa bruciare, di calciatori e alcuni senatori è stato veramente incommentabile.
Triplice fischio finale, sono piovuti un po’ di fischi. Forse alcuni anche un po’ troppo ingenerosi, con una curva che ha continuato a cantare il proprio amore in barba a qualsiasi risultato.

Le parole di mister Conte prima, e soprattutto quelle di Spinazzola poi, sanno di resa incondizionata. Ragazzi, o comunque addetti ai lavori, che a detta del mister ridono dopo una sconfitta. Quelle di Spinazzola che, era sotto gli occhi di tutti, a Parma avevano creduto in un sogno ma hanno ricevuto una mazzata. Come quando dai i soldi ad un parcheggiatore, e ti fanno comunque la multa o ti portano addirittura via la macchina.

La Lazio bestia nera degli ultimi 4 anni, che ha fatto perdere una imbattibilità in campionato a Napoli che mancava da una vita. Da Lazio a Lazio: ora chi fa statistica può finalmente aggiornare anche questo dato.

Una resa arrivata, dopo aver sbandierato la possibilità di vincere tutte le partite.
Quell’all in fatto in casa contro il Milan, con un calendario che era alla portata, che alla lontana si è dimostrata un incredibile fold.
Il banco sballa, ed è stato lasciato amaramente.

Ed è andata di culo, “perché si dice culo” cit. Giorgio Faletti, che Roma ed Atalanta hanno pareggiato.

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