Calcio

Gignac, l’attaccante che scelse di restare altrove

Nelle Insolite coordinate, Luigi Guelpa racconta André-Pierre Gignac come l’anti-eroe coerente di un calcio che cambia pelle troppo in fretta. Dalla provincia francese a Marsiglia, fino alla scelta controcorrente del Messico, la sua carriera diventa una riflessione su appartenenza e fedeltà più che su trofei. Non l’idea del successo, ma quella, più rara, della coerenza: restare se stessi anche quando si cambia continente

Cava United generoso ma il Siano è spietato: al “Ravaschieri” finisce 2-4 tra spettacolo e applausi

Una partita vera al Ravaschieri: il Cava United non molla mai e fa sudare la prima della classe

Dieguito caro, voglio raccontarti la storia di Leônidas il re della rovesciata

In questa Maradoneide, Darwin Pastorin affida a Dieguito la memoria di Leônidas da Silva, il primo re della rovesciata, genio abbagliante e dimenticato. Tra riscatto, dolore e libertà, riaffiora la storia di un pioniere che trasformò un gesto acrobatico in poesia e ribellione, restituendo al calcio la sua scintilla originaria

Gli archivi smentiscono il 1° agosto, ma continuano a scriverlo: il Napoli nacque il 25 agosto 1926

La frattaglia di Vincenzo Imperatore ricostruisce, fonti alla mano, perché il 1926 non segnò la nascita di una nuova società ma il cambio di denominazione dell’Internaples in Associazione Calcio Napoli, e perché la data corretta è il 25 agosto, non il simbolico primo agosto.

La fine della Superlega tra Agnelli, iene e cani (molto) randagi

Ne “L’Angolo del Beck”, Roberto Beccantini racconta la fine della Superlega tra Agnelli, Perez e marce indietro strategiche, con una Champions ormai paragonabile alla Banca Centrale Europea: forzieri solidi, potere accentrato e un sistema che cambia forma senza cambiare sostanza.

Frame di immagine televisiva

L’esultanza di Bastoni: comprensibile alla PlayStation, non in uno stadio

La Frattaglia di Vincenzo Imperatore si sofferma su quell’urlo liberatorio di Bastoni per un’espulsione provocata, gesto che va oltre la simulazione e l’errore arbitrale e diventa il simbolo di un calcio che confonde l’astuzia con la grandezza, finendo per esibire, se confrontato con i comportamenti di questi giorni degli atleti olimpici, soltanto la propria immaturità

Napoli, dove il calcio si gioca anche fuori dal campo: scaramanzie, riti e manie azzurre

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani attraversa il lato invisibile del pallone napoletano: riti, amuleti, ossessioni e piccoli culti che uniscono presidenti, campioni e tifosi. Dal cappotto del Petisso ai gesti di Maradona, fino ai corni sotto il televisore: perché a Napoli la partita comincia molto prima del fischio d’inizio.

Il doppiopetto del Regno: quando il Napoli si vestì da Capitale

Nella sua rubrica "Reparto Oggetti Smarriti", Davide Morgera riporta alla luce l’estate del 1992, quando Corrado Ferlaino vestì il Napoli con lo stemma del Regno delle Due Sicilie, trasformando una semplice divisa sociale in un manifesto identitario.

Cava United, poker d’autorità a Pontecagnano

Contro una diretta concorrente arriva un 0-4 che vale doppio.

James Rodríguez, la carriera come un’illusione breve

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa racconta James Rodríguez come si raccontano le promesse mancate: un lampo mondiale, Brasile 2014, e poi una lunga sequenza di ripartenze senza approdo. Dal Real al Bayern, fino all’America, la sua storia diventa una riflessione sull’equivoco tra talento e destino, sull’istante scambiato per eternità. Elegante, malinconico, incompiuto: non un fallimento, ma una risposta lasciata a metà dal calcio.