Napoli, l’ex Spalletti: “Ci sono stati troppi cambiamenti in panchina”

L'attuale C.t. dell'Italia Luciano Spalletti ha rilasciato un'intervista, nella quale ha esternato il proprio pensiero sul difficile momento del Napoli.

Spalletti, NapoliFoto Mosca
Articolo di Redazione SDS10/05/2024

Se poco più di un anno fa il Napoli guidato da Luciano Spalletti, grazie al pareggio per 1-1 maturato contro l’Udinese, era divenuto campione d’Italia per la terza volta nella sua storia, oggi la situazione è ben diversa tra le fila azzurre.

A sole tre giornate dalla conclusione del campionato, i ragazzi di Francesco Calzona, occupano l’8° posto nella classifica generale del campionato, fermi a quota 51 punti. Un dato sicuramente impietoso, in special modo se si considera che nella passata stagione, il Napoli aveva totalizzato 50 punti dopo le prima 19 tornate.

Senza dimenticarci, della grande involuzione che ha contraddistinto la stagione di alcune colonne portanti degli azzurri, come Giovanni Di Lorenzo, Khvicha Kvaratskhelia e Victor Osimhen, autore di 15 gol in stagione, ma ben lontano dai 26 dello scorso campionato. Valsigli lo scettro di capocannoniere della Serie A.

Verrebbe quindi da chiedersi: perché? O meglio ancora: com’è stato possibile tutto questo? A tal proposito, ai microfoni del Corriere della Sera, l’ex tecnico del Napoli Luciano Spalletti, ha provato a dare una spiegazione alla difficile stagione disputata dagli azzurri, ormai sempre più fuori dalla zona Europa.

Napoli, il pensiero di Luciano Spalletti

A poco più di un mese dall’inizio degli Europei, che vedrà l’Italia impegnata nella fase a gironi contro Spagna, Croazia ed Albania, l’attuale C.t. azzurro Luciano Spalletti, ha rilasciato delle importanti dichiarazioni.

Fra i tanti argomenti, il C.t. dell’Italia ha anche parlato del difficile momento vissuto dal Napoli, che solo un anno fa conquistava il titolo di Campione d’Italia, e sul quale si è così espresso: “Ci sono stati troppi cambiamenti in panchina. Per me tre allenatori non si cambiano neanche nell’arco di cinque anni”.

Conclude così l’attuale C.t. azzurro, con un passato anche all’ Udinese: “E’ molto difficile assimilare in pochi mesi, i metodi di gioco di tre allenatori, che hanno caratteri diversi. In alcune situazioni, i giocatori devono essere confortati, e convinti di essere forti. Basta poco per demotivarsi. Giocatori come Zirkzee e Kvaratskhelia vanno coltivati, sostenuti e difesi ogni giorno”.

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