Sfortuna e non solo. La Coppa è dell’Inter: 1 a 0, che peccato

Sconfitta assolutamente non meritata da parte del Napoli, anche se l'Inter ha dominato per gran parte del match. Lautaro punisce ancora.

MazzarriFOTO MOSCA
Articolo di Luciano Scateni22/01/2024

© “MAZZARRI” – FOTO MOSCA

Sperequazione, nel caso di Inter-Napoli di supercoppa, è perfino concesso di clonare la definizione “Italia spaccata in due” per volontà secessionista della Lega. Sperequazione, perchè da un anno all’altro il credito di squadra schiacciassi, spetta all’Inter (+20 punti del Napoli serie A, 19 gol in più, 15 in meno e il tre a zero della partita perfetta di semifinale contro la Lazio di Sarri), mentre sembra sbiadito il tricolore che gli azzurri mostrano in petto. Vecchia volpe, tecnico sgamato, con un cospicuo carico di esperienza, Mazzarri ha finto di dare continuità al 4-3-3 di Spalletti e del suo erede Garcia e ha rischiato di cantare presto “Addio mia bella Napoli, mai più di rivedrò”, ma l’intelligenza non gli fa difetto ed ha una collaudata conoscenza del campionato.

Ha osservato sicuramente che nella coda del campionato scorso e al via di quello in corso, specialmente le squadre non di vertice, hanno contrastato il Napoli con successo schierando formazioni ultra difensive (difesa a 5, raddoppi di marcature su Osi e Kvara). Di qui la brusca svolta nell’impostazione degli azzurri. Con la Fiorentina il nuovo assetto: retroguardia a 5 e contropiede. Anche stasera, per contrastare la macchina da gol nerazzurra? 25 mila spettatori, in tribuna un manipolo di italiani doc e tra loro Spalletti, Cannavaro, Ferrara, Del Piero, il tifoso La Russa (viaggio di Stato?). Prima o poi qualcuno motiverà la scelta di disputare questo torneo in Arabia (potere e generosi compensi dei nababbi del petrolio?).

Il via con il fischio di Rapuano, sezione di Rimini…Nota a margine: a mostrare la coppa in palio una donna araba coperta di una veste nera dalla cima dei capelli ai piedi. Anche questo è Islam. Mazzarri promuove, Zerbin per la doppietta realizzata con la Fiorentina in semifinale. Il Napoli inizia con il pressing a tutto campo. Napoli autorevole nei primi approcci al match, poi assume un assetto prudente. Cajuste si conferma nel ruolo di guastatore delle trame offensive dei nerazzurri. Ci prova Di Marco al 15esimo e sfiora il palo. Il corner successivo è senza esito. Ci prova anche Calhanoglu. Arriva la tristissima notizia della morte di Riva. Addio mitico Gigi.

L’Inter, aggressiva, guadagna campo. Pericolose le rimesse laterali di Darmian, quasi come calci d’angolo. Gli azzurri incontrano difficoltà a costruire azioni offensive, è un Napoli d’attesa. Curiosità: tifosi arabi con sciarpe dell’Inter, ovvero fascino del potere. Intraprendente Mazzocchi, prezioso il lavoro di collegamento di Lobotka con tuti i reparti degli azzurri. Lautaro di testa su cross da sinistra pallone a lato: minuto 30. Poche chance finora per Kvaratskhelia. La telecamera inquadra spettatori arabi che si disperano per mancate opportunità dell’Inter. Gol dell’Inter al 39esimo, ma Thuram che ha crossato per Lautaro era in fuori gioco. Si resta sullo zero a zero, ma il Napoli non esce più dalla propria metà campo. Giallo per Rahmani per fallo su Lautaro e giallo per Calhanoglu che abbatte Kvara.

Sommer, finora assolutamente disoccupato. L’Inter non fa complimenti e mira alle gambe di Kvara. Spogliatoi. Vediamo. Un minuto di silenzio per la morte di Riva a 69 anni. Giallo per Zerbin, giallo anche per De Vrij, che stende Simeone. Calcia la punizione Politano e spedisce oltre la traversa. Non cambia l’inerzia della partita, Inter sempre in proiezione ofensiva ma al 51esimo contropiede del Napoli, gande conclusione di Kvara, grande risposta di Sommer in angolo. Il Napoli dovrebbe velocizzare gli scambi.Giallo per Barella che non è nuovo a queste punizioni. E giallo per Simeone, per un fallo inutile. Nervosismo in campo. Gollini risponde a Thuram, l’Inter diventa pericolosa. Cambio, Ostigard per Zerbin, Mazzarri aumenta il potenziale difensivo degli azzurri, ma si trova a dover fronteggiare l’espulsione di Simeone autore di uno sciagurato fallo su Acerbi. Doppia ammonizione. Partita in salita per gli azzurri. Napoli senza attaccante.

Inzaghi manda in campo Carlos Augusto e Frattesi per De Vrij e Barella. Stringere i detti è ora il compito del Napoli e provare a resistere. Assalto dell’Inter e Napoli contratto, a difendere lo zero a zero. Occasioni su occasioni per i nerazzurri: inevitabile. In campo Lindstrom e Gaetano, fuori Politano e Kvara. Paura, su angolo Thuram non riesce a deviare in porta. Dentro Raspadori e Mario Rui per Mazzocchi e Cajuste.
Giusto mandare in panchina Cajuste, strenuo oppositore degli attacchi interisti? Protesta Mazzarri, cartellino giallo. C’è da riflettere sul primo cartellino mostrato da Rapuano a Simeone, ma è purtroppo una considerazione postuma inutile.

Poco più di 10 minuti è il tempo per la roulette dei rigori. Alexis e Arnautovic per Di Marco e Thuram. Inter super offensiva. Forza azzurri, ultimi minuti di sofferenza. Grande prova di grinta di Di Lorenzo e compagni. Cinque minuti di extra time iniziati. Purtroppo al 91esimo Lautaro trova il gol a conclusione di un’azione confusa nell’area di rigore degli azzurri. Due difensori napoletani non interrompono il cross da destra per Lautaro. Sconfitta assolutamente non meritata del Napoli, anche se l’Inter ha dominato per gran parte del match. Che peccato!

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