Napoli, 30 Giugno 1984: arriva Diego Armando Maradona
Sono trascorsi 40 anni dal 30 Giugno 1984, giorno in cui arrivò al Napoli Diego Armando Maradona: ecco alcuni momenti indelebili in azzurro.
Foto MoscaNella storia del calcio, come anche nella vita reale, ci sono delle date ed in special modo dei momenti, che rimarranno per sempre scolpiti nel cuore e nella mente di tutti gli sportivi. A tal proposito, una delle date più importanti nella recente storia del Napoli, è sicuramente il 4 Maggio 2023. Giorno in cui i ragazzi di Luciano Spalletti, hanno conquistato il terzo scudetto della loro storia.
Risultato a dir poco straordinario, arrivato al termine di una meravigliosa cavalcata, e che ha visto tra i protagonisti assoluti il fuoriclasse georgiano Khvicha Kvaratskhelia, e l’attaccante nigeriano Victor Osimhen. Col n° 9 azzurro autore di ben 26 reti in campionato, grazie ai quali è divenuto il primo calciatore africano, ad aggiudicarsi il titolo di capocannoniere della Serie A.
Una stagione quindi a dir poco da incorniciare per i ragazzi di Luciano Spalletti, capaci di ritornare sul tetto d’Italia, dopo un’attesa durata ben 33 anni. E cioè dai tempo dell’immenso Diego Armando Maradona, ancora oggi considerato come il più grande calciatore nella storia del calcio, e che ha emozionato più di ogni altro.
A tal proposito, uno dei momenti più emozionanti nella storia del Napoli, è proprio il 30 Giugno 1984. Giorno in cui, dopo un’estenuante trattativa con il l’allora Barcellona del Presidente Josep Lluis Nunez, il patron azzurro Corrado Ferlaino, si aggiudicò il fuoriclasse argentino per ben 13 miliardi di lire. Un’operazione che sembrava impossibile, e dalla quale sono trascorsi esattamente 40 anni.
Napoli, 5 Luglio 1984: la presentazione di Diego
Sono trascorsi esattamente 40 anni dal famoso 30 Giugno 1984, giorno in cui l’allora presidente del Napoli Corrado Ferlaino, a seguito di una lunga ed estenuante trattativa col n° 1 del Barcellona Jose Lluis Nunez, acquistò l’attaccante argentino Diego Armando Maradona. Per la favolosa cifra di ben 13 miliardi di lire.
Un’operazione che all’inizio sembrava letteralmente impossibile, ma che ben presto si concretizzo in realtà, grazie ad una formidabile intuizione dell’allora dirigente dell’Avellino Pierpaolo Marino. Fu proprio lui infatti, grazie ad un incontro avuto con un intermediario argentino, di nome Ricardo Fujca, a fornire la notizia che il Barcellona avrebbe ceduto il n° 10 argentino.
Da allora iniziò una lunga, tortuosa ed estenuante trattativa. Portata avanti dal manager del Napoli Antonio Iuliano, e dal presidente azzurro Corrado Ferlaino. Quest’ultimo infatti, con un abile stratagemma, riuscì a depositare il contratto di Maradona in Lega Calcio, pochissimi minuti prima della chiusura dei battenti.
Fu un evento a dir poco straordinario, al quale pochi giorni dopo, e precisamente il 5 Luglio, in uno Stadio San Paolo gemito in ogni ordine di posti, fece seguito la presentazione di Diego Armando Maradona. Il tutto davanti a ben 75mila spettatori, che poterono così dare il loro benvenuto a colui che di lì a pochi anni, li avrebbe portati sul tetto del calcio italiano.
Napoli, 3 Novembre 1985: la pennellata di Diego contro la Juventus
Non è facile racchiudere e soprattutto descrivere nell’arco di poche righe, quello che è stato per Napoli, per il Napoli, e di conseguenza per tutti i tifosi azzurri Diego Armando Maradona. Ancora oggi visto e considerato, come il più grande calciatore di tutti i tempi, El Pibe de oro, ha rappresentato per tutto il popolo partenopeo un simbolo di vero e proprio riscatto.
Arrivato all’età di soli 23 anni alle pendici del Vesuvio, dopo le esperienze con le maglie di Boca Juniors e Barcellona, nei suoi sette anni di permanenza in azzurro, ha regalato delle gioie e delle emozioni a dir poco uniche. Che ancora oggi vengono tramandate di generazione in generazione.
Tra questi, non possiamo non ricordare quanto fatto dal fuoriclasse argentino, il 3 Novembere 1985. All’ora San Paolo di Napoli, è attesa la Juventus di Michael Platini, fino a quel momento reduce da ben otto vittorie consecutive in campionato, e forte del suo primato in classifica. Un match che all’apparenza poteva sembrare totalmente in favore della Vecchia Signora.
Ma quest’ultima non aveva fatto i conti con l’immenso Diego Armando Maradona. Il n° 10 azzurro, al 72′, dopo una punizione a due fischiata nell’area bianconera, disegna una pennellata ai limiti dell’impossibile, trafiggendo l’incolpevole Stefano Tacconi. E mandando, sotto una pioggia battente, letteralmente in estasi tutti i tifosi azzurri. Sarà solo una delle tante magie, nei suoi sette anni in azzurro.
Napoli, 10 Maggio 1987: il primo scudetto in azzurro
Erano i favolosi anni ’80, probabilmente il periodo più bello e florido del calcio italiano, quando alle pendici del Vesuvio, sbarcò colui che il 10 Maggio 1987, avrebbe portato Napoli ed il Napoli, per la prima volta sul tetto d’Italia. Stiamo parlando dell’immenso ed indimenticato Diego Armando Maradona.
Da molti ancora oggi visto e considerato, come il più grande calciatore di tutti i tempi. Basti pensare infatti che, dopo l’8° e 3° posto, racimolati nelle sue prime due stagioni in azzurro, il n° 10 argentino nel lontano 1987, fu capace di portare il Napoli per la prima volta ai vertici del calcio italiano, regalando a tutti i tifosi azzurri una gioia a dir poco immensa.
Il tutto dopo un’accesa e serrata lotta contro la formidabile Juventus capitanata da Michael Platini, giunta seconda a quota 39 punti. E al termine di una stagione, nella quale il Napoli ebbe la meglio contro squadre del calibro della Roma di Paulo Roberto Falcao, e del Milan di Pier Paolo Virdis.
Un’impresa a dir poco epica, quella compiuta dal fuoriclasse argentino. Alla quale faranno seguito molte altre ancora, come la conquista del secondo scudetto nella stagione 1989-90. E la vittoria dell’allora Coppa Uefa nella stagione 1988-89 contro lo Stoccarda. Imprese, vittorie e gesta, che rimarranno per sempre scolpite nella storia di tutti i tifosi napoletani.
Napoli, cosa ha rappresentato Maradona?
Nel modo del calcio – come anche nella vita reale – ci sono stati dei calciatori che attraverso le loro gesta, il loro coraggio, la loro classe, e la loro sconfinata generosità, hanno scritto delle pagine indelebili nella storia di questo meraviglioso sport. Uno di questi è stato senza alcuna ombra di dubbio l’immenso Diego Armando Maradona.
Giunto alle pendici del Vesuvio il 30 Giugno 1984, dopo una estenuante trattativa col Barcellona, il n° 10 argentino è entrato fin da subito nel cuore di tutti i tifosi partenopei. E capace di portare per ben due volte ai vertici del calcio italiano il Napoli, vincendo il campionato prima nella stagione 1986-87, e poi nella stagione 189-90.
Trionfi a dir poco straordinari, accompagnati però da una grande generosità, e anche da una grande fragilità, che hanno sempre contraddistinto il fuoriclasse argentino. Perché questo era Diego, un ragazzo dal cuore d’oro, che non aveva mai dimenticato la sua infanzia trascorsa a Villa Fiorino, e che desiderava divenire l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli.
Desidero quindi concludere questo mio modesto omaggio nei confronti del Pibe de Oro, con le forti e toccanti parole, spese da grande Roberto Baggio nei confronti di Maradona: “Diego per me è stato un grande amico, e soprattutto un esempio. Ha fatto la storia del calcio”. Questo e molto altro ancora era Diego Armando Maradona. Grazie tutto Diego, sarai sempre nel cuore di tutti noi!
