Napoli e Salernitana sotto la lente: le ricadute delle scelte dei Presidenti

Quando i presidenti delle squadre calcistiche si imbarcano in un viaggio di autoproclamata onniscienza nel dominio del pallone, le conseguenze possono essere nefaste.

Napoli, SalernitanaNAPLES, ITALY - JANUARY 23: Aurelio De Laurentiis president of SSC Napoli and Danilo Iervolino president of US Salernitana 1919 before the Serie A match between SSC Napoli and US Salernitana 1919 at Stadio Diego Armando Maradona on January 23, 2022 in Naples, Italy (Photo by Fotoagenzia)
Articolo di admin12/11/2023

©️ “NAPOLI-SALERNITANA” – FOTO MOSCA

Il calcio, oltre a essere uno sport appassionante, è anche un affare di miliardi di euro, con dinamiche complesse che richiedono competenza, esperienza e, soprattutto, umiltà nel prendere decisioni cruciali. In un ambiente dove la competizione è feroce e ogni dettaglio conta, il ruolo del presidente di una squadra non dovrebbe mai essere sottovalutato. Ma quando i presidenti delle squadre calcistiche si imbarcano in un viaggio di autoproclamata onniscienza nel dominio del pallone, le conseguenze possono essere nefaste. Napoli e Salernitana, sembrano aver imboccato questa strada, con i loro presidenti che credono di aver imparato tutto e che vogliono prendere le redini in prima persona, trascurando il valore di consulenti e professionisti del settore. In queste due squadre, l’errore fondamentale potrebbe essere stato quello di creare un circolo chiuso di decisioni, senza aperture a idee e competenze esterne. Il risultato? Strategie di mercato discutibili, scelte tecniche caotiche e inevitabili pesanti ricadute sul rendimento sul terreno di gioco.

Napoli: l’autodidatta

A Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha dimostrato un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità calcistiche, credendo di poter prendere decisioni fondamentali senza più avvalersi della consulenza di veri esperti come Giuntoli, lasciato partire a cuor leggero. Questa presunzione si è tradotta nella scelta di occupare ruoli chiave dell’organigramma con personaggi più propensi ad accondiscendere piuttosto che a dissentire, che restano silenti dietro le quinte, con conseguenze prevedibili.

 Salernitana: il neofita

Anche per la Salernitana, la situazione non è migliore. Il presidente Danilo Iervolino ha manifestato una sicurezza eccessiva nelle proprie capacità di gestione calcistica, ignorando che anche il calcio professionistico richiede competenze specialistiche. Nell’intento di assumere il controllo in prima persona, facendo affidamento sulle sue indiscusse qualità imprenditoriali e sulla sua passione sportiva, ha puntato su un giovane DS alla prima esperienza e licenziando d’impeto una figura carismatica come Walter Sabatini, eroe dei tifosi granata per una salvezza, a dir poco, miracolosa. Anche la scelta del sostituto di Sousa, le cui indicazioni erano state completamente disattese in estate sul mercato, è caduta su un giovane allenatore, che in massima serie non ha conseguito fino ad oggi risultati esaltanti.  E così le scelte si sono rivelate un costoso e, forse, irreversibile azzardo.

Il rischio del “pensiero unico”

Anche gli imprenditori meno esperti sono ormai consapevoli che la scelta di circondarsi di collaboratori troppo accondiscendenti nei ruoli chiave comporta il rischio di un pericoloso “pensiero unico”. Senza la diversità di opinioni e la sfida intellettuale, le decisioni prese possono risultare unilaterali e non riescono a cogliere la complessità del panorama calcistico. La diversità di prospettive, una delle chiavi del successo nel calcio moderno, viene così sacrificata sull’altare dell’ego.

Le conseguenze tangibili sul campo

Le conseguenze di questa guida autoreferenziale dei presidenti sono evidenti sul campo. Entrambe le squadre, nonostante gli investimenti effettuati fino ad oggi, lottano per trovare una coesione tattica. Le decisioni prese in modo impulsivo e dettate dall’intuito personale stanno costando punti preziosi, con il rischio di conseguenze ancor più gravi come la retrocessione o la mancata qualificazione alla Champions.

La via della redenzione

Per evitare il baratro, Napoli e Salernitana devono fare marcia indietro. Solo una correzione di rotta, con l’abbandono dell’approccio autodidatta e la ricerca di consulenze professionali, può riportare queste squadre sulla strada del successo calcistico. Nessuno può pretendere di aver imparato tutto, e l’umiltà è sempre la chiave del successo. L’umiltà nel riconoscere le proprie limitazioni e l’importanza di affidarsi a veri professionisti del settore sono essenziali per il successo a lungo termine.

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