La fine di Cristiano Ronaldo, e tutte quelle iene attorno alla sua «carcassa»

Il pensiero di Roberto Beccantini, sul triste epilogo di Cristiano Ronaldo, reduce da uno sfortunato campionato europeo col Portogallo.

cristiano ronaldo, portogalloPORTOGALLO NELLA FOTO: RONALDO FOTO MOSCA
Articolo di Roberto Beccantini08/07/2024

Cristiano Ronaldo è ormai un museo chiuso che apre solo per qualche rigore di passaggio. Come con la Slovenia. Come con la Francia. A 39 anni, eliminato dai quarti del sesto Europeo della carriera – record, naturalmente – assomiglia al ritratto di Dorian Gray, a quel cocciuto specchiarsi nella storia che lo assilla e lo invecchia.

Non che Kylian Mbappé, a 25, abbia fatto molto di più, ma aveva il naso rotto e una maschera da sub che gli impediva di respirare. Didier Deschamps lo ha addirittura sostituito, liberandolo dal tie-break del dischetto. E Bradley Barcola, classe 2002, ha trasformato il suo al posto suo.

Cristiano. Agli inglesi non sembra vero. Giù botte. C’è un vecchio detto che recita: «sul cadavere dei leoni festeggiano le iene. Ma i leoni restano leoni e le iene restano iene». Nel vederlo inciampare sulla palla, o requisire tutte le punizioni del mondo, salvo trasformarle in satelliti orbitanti, mi prendeva una violenta malinconia.

Chi scrive, è un «cristiano» da quando lo incontrò nel 2004, diciannovenne di belle speranze, ostaggio del catenaccione greco di Otto Rehhagel. Con e contro Leo Messi ha addobbato il primo ventennio del Duemila. Non si ricorda una rivalità così profonda, così feconda.

E così lunga. «Natura non facit saltus», ammonivano i latini. Il Marziano ci è balzato sopra e l’ha piegata ai muscoli delle sue sculture. Dopo essere stato a lungo la soluzione di tanti problemi, improvvisamente è diventato un problema: o, come ha chiosato «The Guardian», «una soluzione che crea problemi». Mai o quasi mai sostituito.

In barba all’età e al rendimento. Per carità, continua a fare paura e a convogliare su di sé fior di manganelli, ma non va via più a nessuno, se non alla sua ombra. Con Cierre non ci sono vie di mezzo. E’ stato lui a viziarci. E allora, non è stato Jan Oblak a rintuzzargli il penalty in Portogallo-Slovenia, è stato Cristiano a sbagliarlo.

Che alla «lotteria» si sia poi rifatto – subito e nei quarti con i bleu di Didier – non basta a garantirgli l’indulgenza plenaria. Né lui la invoca. Sbaraccare un museo non è facile, e nemmeno Roberto Martinez ci è riuscito. Ci vuole coraggio. Con la Georgia, partita che il primo posto del girone aveva reso una formalità, il ct rivoltò la formazione, letteralmente.

Fuori tutti. Non Cristiano, però: titolare fisso. Viceversa, sarebbe stata l’occasione ideale per provare un «piano B». Diogo Jota ha lasciato la Germania con le tasche vuote: eppure era stato proprio un suo blitz a procurare il penalty anti Slovenia. Stesso discorso, e minutaggio ancora più parco, per Gonçalo Ramos, centravanti del Paris Saint-Qatar: non certo una cima, ma non sapremo mai cosa sarebbe successo «se».

Pepe di anni ne ha fatti 41 ed è stato uno dei più duri, più sicuri. Stopper di ruolo, non è un’azienda: è – se mai – il bodyguard della multinazionale Ronaldo. Cristiano ha scelto il gol come unica unità di misura. Ripeto: unica.

Per giunta, ha giocato nella Juventus, la società più divisoria che ci sia. Non si è mai dato per vinto, e questo gli fa onore. Non ha mai accettato che si parlasse di erede, si è sempre rifiutato di patteggiare con le rughe, con l’incubo del ritiro, e questo non gli fa onore.

Cristiano è uno di quei giapponesi che combattono ancora una guerra finita da secoli. Nelle amichevoli sembrava il «solito» vampiro. Già. Nelle amichevoli. I momenti della verità le snobbano e non accettano compromessi.

E l’isteria che si nascondeva sotto l’obesità dei tabellini, venerata e invidiata, eccola esplodere e radere al suolo il testo e il contesto. Il cannibale diventa vegano; e gli episodi, carcerieri della sua dieta. L’esilio arabo non gli è bastato, non gli è servito. Grandissimo in tutto: persino negli eccessi. A costo di fare pena.

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