ESCLUSIVA – Azzurro Fluido sul Napoli: “Oriali mi gasa più di Conte”

Sport del Sud ha avuto ai propri microfoni Azzurro Fluido, noto youtuber e tifosissimo del Napoli. Con lui abbiamo parlato di Conte ma non solo!

Napoli, Azzurro Fluido
Articolo di Alessandro Pierno10/07/2024

Il Napoli chiude una stagione disastrosa con la speranza di aprirne una nuova che segni un punto di rinascita con Antonio Conte alla guida degli azzurri. L’annata terminata ha visto i partenopei cambiare ben 3 allenatori: Rudi Garcia, Walter Mazzarri e Francesco Calzona, ma nessuno di questi coach è riuscito a cambiare il timone della squadra gestita da Aurelio De Laurentiis.

Sport del Sud ha avuto ai propri microfoni Valerio, sui social conosciuto come Azzurro Fluido, tifosissimo del Napoli che abbiamo già avuto il piacere di parlare quando il tecnico francese lasciò la panchina azzurra per fare spazio al ritorno di Mazzarri.

Con Valerio abbiamo toccato diversi temi, soffermandoci su quello che sarà il nuovo Napoli targato Antonio Conte.

Facendo un passo indietro, secondo te quando De Laurentiis ha capito che la stagione era ormai irrecuperabile?

“Credo se ne sia accorto nel momento in cui Mazzarri ha perso il controllo della squadra, il presidente si è reso conto che l’allenatore italiano non avrebbe risolto i problemi in casa Napoli. L’esonero di Mazzarri mi ha sorpreso, pensavo che De Laurentiis sarebbe rimasto fino alla fine con lui, invece ha deciso di fare un altro tentativo e di chiamare Calzona. Penso che il presidente voleva provare a portarsi a casa anche una Conference League, ma non ci è riuscito”.

Alla fine Garcia è stato il migliore di questa disastrosa annata e anche quello che ha avuto più coraggio nel voler mettere qualcosa di suo…

“Ripensando al passato, senza voler riabilitare l’allenatore, ci si rende conto che molte delle frasi di Garcia sono state interpretate male o non capite. Per esempio, quando disse che il Napoli doveva trovare altri modi per imporre il suo gioco senza dover passare sempre da Lobotka, cercava altre soluzioni, magari mettere al centro del gioco Anguissa che era il suo uomo visto che lo conosceva dai tempi del Marsiglia, ma questa sua idea non gli è riuscita. Secondo me Anguissa poteva svolgere quei ruoli che Garcia gli chiedeva, ma quest’anno anche lui come quasi tutta la squadra è venuto meno e non ha reso e lo spogliatoio probabilmente non ha mai accettato del tutto il tecnico francese”.

Ti aspettavi un segnale di responsabilità durante l’anno da parte della squadra? Segnale che alla fine non è ma arrivato

“Assolutamente si, ma quando i giocatori sono consapevoli che il loro allenatore a giugno andrà via non gli viene di seguirlo o “di buttarsi nel fuoco” per lui come ha fatto Lobotka per Calzona. Ovviamente non li voglio giustificare, Mazzarri rappresentava il passato remoto e i calciatori avevano bisogno di uno più duro e non dello zio buono che li proteggeva sempre. Calzona ha provato a fare il ruolo dell’allenatore tosto ma era già troppo tardi. La Roma con De Rossi ha fatto quello scatto di responsabilità perché De Rossi è stato bravo a entrare nelle loro menti e ad avvicinarsi all’dea di calcio dei suoi calciatori dopo l’esonero di Mourinho. Io però sono del pensiero che il Napoli ci ha provato  fare qualcosa in più, siamo stati comunque al primo posto per possesso palla e terzi per occasioni create, ma a questi livelli il solo provarci non basta“.

 Ora è arrivato Conte, cosa ti aspetti in questo primo anno da lui e dal Napoli?

“Non me lo aspettavo l’arrivo di Conte a Napoli, sono felicissimo di questo. Al Napoli e a Conte chiedo di crescere, crescere deve essere l’unica cosa che conta ancora più della vittoria. Il Napoli per ovvi motivi non ha l’obbligo o il dovere di vincere ogni anno anche se con lo scudetto vinto ci siamo sentiti tutti troppo più forti di quelli che in verità siamo. Ora dobbiamo tornare sul pianeta Terra, quindi dobbiamo crescere, far crescere il brand, le strutture e non fare certi scivoloni in classifica. Se il Napoli esce dalla zona Champions si fa male, ma se esce anche da quella europea si fa male male. Perciò dobbiamo crescere e do il benvenuto a Conte, una figura ingombrante e soprattutto che da questo punto di vista ostacola De Laurentiis. Sono ancora più contento della figura di Oriali, mi gasa più di Conte, perché secondo me lo scorso anno Meluso è stato un errore più grande addirittura della scelta dei 3 allenatori, con Manna e Oriali vai a sostituire una figura come Giuntoli e si riuscirà a tenere più unito lo spogliatoio. Oriali poi è l’uomo di fiducia di Antonio Conte quindi sono molto tranquillo da questo punto di vista. Come potenziale poi dobbiamo entrare tra le prime 4, le 3 note stanno avanti, ma dobbiamo stare sopra alle romane, all’Atalanta, alla Fiorentina e se si riconferma anche il Bologna”.

Con conte si passerà alla difesa a 3, secondo te è il momento giusto per cucire al Napoli un nuovo abito?

“Nel calcio negli ultimi due anni stiamo vedendo un modo di giocare più ibrido, di conseguenza non si ha più la sensazione di fare un unico modulo ma di formare un ingranaggio dove tutti devono sapersi adattare e tutti i calciatori devono saper fare le due fasi: quella di possesso e quella di non possesso. Secondo me questo è positivo, perché così non sei troppo schematico e tutti gli allenatori studiano quindi non devi dare agli avversari la possibilità di trovare contromisure per batterti. La difesa a 3 mi affascina, non l’abbiamo mai avuta e sono curioso di vedere questo 3-4-2-1. Il nostro allenatore viene da quasi 2 anni dove è stato fermo e ha voglia di mettere in pratica quello che ha studiato e potrà farlo con una squadra che di suo gioca a calcio e non a calci”.

Il Napoli ha perso Zielinski il quale ha firmato per l’Inter. Ti aspetti un sostituto sul mercato?

“Con la perdita di Zielinski il Napoli perde tanta qualità. Se dovessimo rimanere con un centrocampo a 3 secondo me si perde tanta qualità anche se Conte decidesse di puntare di Folorunsho. Il vero sostituto di Zielinski era Elmas ma si è deciso di venderlo ed è stata una cessione molto sottovalutata insieme a quella di Lozano. Se invece si passa a un centrocampo a 4 i soli Anguissa e Lobotka vanno bene se si aumenta la qualità sulle fasce, aumentando il livello dei cross. Ora è arrivato Spinazzola, che ha tanta qualità ma dobbiamo vedere cosa potrà dare a livello fisico. Bisognerà capire anche se Olivera passerà nei tre dietro o continuerà a giocare sulla fascia. Penso che come centrale Olivera può fare bene, ha qualità fisiche che gli permettono di difendere bene ma ha meno qualità quando si tratta di crossare. Come braccetto mancino potrebbe inserirsi e garantire più qualità di rendimento. A destra invece Di Lorenzo come quarto di centrocampo potrebbe fare bene, lo vedo più adatto ad attaccare e a sovrapporsi, ma bisogna vedere se ha risolto tutti i problemi con l’agente e con il club”.

Per il post Osimhen si parla di Lukaku, il belga con Conte ha fatto molto bene ma non sarebbe ora che il tecnico cambi profilo visto anche l’età del suo pupillo?

“Se andiamo a vedere i successi di Conte al Chelsea a quei tempi l’allenatore aveva Diego Costa, attaccante che fisicamente è molto simile a Lukaku ma lo spagnolo era molto più finalizzatore. Lukaku con l’avanzare dell’età può garantirti gli inserimenti, con il suo fisico può lavorare il pallone per creare delle linee di inserimento per i suoi compagni, però come finalizzatore lascia molto a desiderare. Secondo me è un rischio prendere Lukaku, parliamo di un ingaggio pesante, e di un cartellino di 40 milioni dove il Chelsea non sembra voler fare sconti di alcun tipo. A me non fa impazzire, però Lukaku potrebbe agevolare la consacrazione di Raspadori. Jack deve lavorare vicino a una punta fisica e girare intorno ad essa per sfruttare le linee di passaggio, gli spazi e gli inserimenti che si andrebbero a creare. Non mi dispiacerebbe un 4-2-3-1 con Kvara, Raspa e Ngonge dietro Lukaku. Dei nomi che sono stati fatti per sostituire Osimhen quello che stuzzicava la mia fantasia era Gyokeres, ma anche lui ha una clausola da 100 milioni che lo rende impossibile per noi. Gimenez, l’attaccante del Feyenoord, è un altro nome che mi piace, mi sembra un’ottima punta ma io ho la sensazione che potrebbe esserci un mister X per l’attaccante”.

Spostandoci invece sull’Italia di Spalletti, cosa ne pensi del deludente Europeo disputato dagli azzurri?

“Come il Napoli, anche Spalletti si è ritrovato a dover gestire la vittoria dello scudetto, a questo si aggiunge la responsabilità di fare il ct della Nazionale che è ben diverso da fare l’allenatore di un club. Ha fatto troppi esperimenti, ha avuto dei ripensamenti, tanti difensori, il blocco Inter confermato poi però quello che doveva essere un 3-5-2 è diventato un 4-2-3-1 che cambiava di partita in partita. Penso sia anche corretto dire che l’Italia ha una qualità di giocatori bassa, questa Nazionale è sembrata arrendevole e con poca qualità specialmente in attacco. Questo fa riflettere, se il nostro titolare è Scamacca che è da sempre discontinuo, e il secondo è Retegui che ha ancora un lungo percorso da fare, capisci che il problema allora sta anche in chi va in campo”.

Forse il ruolo di ct non è adatto per Spalletti?

“Penso che a questa Nazionale sia mancata la mentalità e la cultura di disputare alcune partite con il coltello tra i denti. Nel 2016 apprezzai l’Italia di Conte, e anche quella era priva di talenti se togliamo il blocco Juve e qualche altro singolo interessante. Conte però aveva delle basi su cui aggrapparsi, adesso Spalletti ha questo ibrido di una squadra con poca qualità e poca esperienza e il tempo per Spalletti è poco. A Napoli dicevamo a Calzona che fare il ct non era come fare il tecnico di un club, lo stesso vale per Spalletti e penso se ne stia rendendo conto anche lui”.

Il calendario del Napoli per la Serie A si mostra a tratti ostico per gli azzurri…

“È il calendario di una squadra che l’anno prima ha finito il calendario al decimo posto, inoltre quest’anno le squadre impegnati in Europa non potranno incontrarsi se in quella settimana devono giocare in Champions o in altre competizioni. Alla fine si deve giocare contro tutte, e purtroppo quest’anno il Napoli non può fare la voce grosse ma deve adattarsi al calendario. All’inizio le partite sembrano più leggere, ma che sia grande o piccolo l’avversario devi affrontarlo senza paura. Sarà importante iniziare bene anche per maturare fiducia, se i risultati non arrivano e senza giocare durante la settimana, l’allenamento a livello mentalmente pesa di più”.

Hai una squadra che ti incuriosisce vedere oltre al Napoli di Conte?

Palladino è un allenatore che a me piace molto, ha lavorato molto bene a Monza e sono curioso di vederlo a Firenze. Se si saprà dimostrare all’altezza nella Fiorentina poi farà il grande salto in un’altra piazza importante. Lo reputo un allenatore bravo e moderno, mi aspetto che i viola vadano a infastidire il Bologna per un posto in Europa più importante rispetto alla solita Conference League”.

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