Napoli, hai bisogno delle 3 C: cuore, coraggio e cazzimma

Per il Napoli le partite sono sempre meno e i punti da recuperare iniziano a essere troppi. Per salvare la faccia, la squadre ha bisogno delle 3 C: cuore, coraggio e cazzimma.

NapoliFoto Mosca
Articolo di Alessandro Pierno28/02/2024

La partita contro il Cagliari per il Napoli non ha fatto altro che confermare quelle che sono le difficoltà di una squadra che ha ormai cancellato lo scudetto conquistato l’anno scorso. L’esordio in Serie A per Calzona termina con lo stess.o finale del match contro il Barcellona, con un pareggio, ma questa volta dall’altra parte del campo non cera la squadra di Xavi, il Real di Ancelotti o il City di Guardiola, ma il modesto Cagliari di Claudio Ranieri.

L’ha sbloccata Osimhen e l’ha ripresa Zito Luvumbo su un suicidio di Juan Jesus che, nel finale, calcola male il rimbalza e regala il pareggio alla squadra rossoblù. Ci sarebbero tante cose da raccontare, dal primo tempo horror degli azzurri ai gol divorati di Politano prima e Simeone dopo, ma per il bene dei lettori non riapriamo ferite ancora fresche.

La classifica però parla e fa paura, perché i CAMPIONI D’ITALIA sono decimi dopo 25 partite e hanno raccolto appena 37 punti, segnato 34 reti e subiti 29 gol. Inoltre, va ricordato che al Napoli manca la vittoria in trasferta dal 25 novembre (successo a Bergamo contro l’Atalanta per 2-1).

L’allenatore ormai non può essere più un alibi (Calzona è il terzo in questa stagione a sedersi sulla panchina azzurra dopo Mazzarri e Rudi Garcia), così come non si possono continuare a mascherare prestazioni indecorose dietro alle scelte sbagliate della società la scorsa estate, ora tocca ai calciatori dimostrare di essere all’altezza della maglia (lo scudetto sul petto se lo sono scuciti da solo a ottobre), ma questo è un tasto che abbiamo già toccato recentemente.

Mancano 10 partite al termine del campionato, inutile parlare di quarto posto e di zona Champions League, il Napoli cammina e le altre vanno con il motorino, non si possono recuperare. D’altra parte, però, sarebbe altrettanto umiliante terminare la stagione con l’esclusione da ogni competizione europea, di conseguenza ora i partenopei hanno bisogno delle 3 C (Cuore, Coraggio e Cazzimma) per provare a salvare, non l’annata, ma almeno la dignità.

Napoli, serve il cuore

Bisogna ritrovare lo spirito, difficile pensare che con ormai 3 mesi da giocare il Napoli ritrovi il piacere di scendere in campo e giocare come faceva un anno fa con Spalletti, ma si può recuperare il senso di appartenenza per disputare al meglio questo finale di stagione e di campionato. Tutti uniti e pedalare per guadagnarsi un posto in Europa, anche se in quella minore (Europa League possibilmente).

È il momento dove chi dice di amare veramente la maglia può dimostrarlo, non servono le storie sui social o le esultanze dove si bacia lo stemma, l’essenziale è ritrovare la voglia di andarsi a prendere le partite e per fare questo bisogna che tutti ci credano e remino nella stessa direzione. Come già scritto il piazzamento in Europa League non salverebbe la stagione né tantomeno la faccia di qualche calciatore, ma è più facile ripartire da un 6° posto rispetto a un 10°.

Napoli, tira fuori il coraggio

Il coraggio è la virtù dei forti, ed è proprio voler rischiare l’attributo che manca al Napoli e che è mancato quest’anno. È quello si chiede al nuovo allenatore Calzona, il coraggio di prendere decisioni forti, di impartire i suoi schemi, di scegliere i suoi titolari e di lasciare fuori chi ritiene non possa aiutare la causa da qui fino al termine della stagione.

Napoli, fai vedere la cazzimma

Quando stai a Napoli il termine cazzimma entra automaticamente nel tuo vocabolario. Ci sono vari significati che si possono attribuire alla parola: in certe situazioni rappresenta un atteggiamento deciso, risoluto o anche aggressivo, interpretato favorevolmente come espressione di forza e personalità. In altre circostanze può rappresentare la cattiveria, la malvagità gratuita e immotivata.

Anche l’artista napoletano Pino Daniele, scomparso il 4 gennaio 2015, ha dato la sua definizione per spiegare la parola cazzimma:

“Già, ’a cazzimma’. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbe’, ‘cazzimma’ è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè”.

Insomma, è ora che il Napoli faccia vedere di tenere ancora un po di cazzimma in questo finale di stagione e che la metta in campo. Occorre quella cattiveria, quella voglia di andarsi a prendere le partite con le unghie e con i denti. Come disse Sarri nel 2018: “Mi piacerebbe vedere 11 facce di c**o che abbiano la convinzione di poter palleggiare in faccia al Manchester City”, adesso la piazza vuole rivedere quelle facce di c**o che vogliono provare a fare risultato oggi contro il Sassuolo e domenica al Maradona contro la Juventus.

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