Il mio diario, confidente e solitario
Per la rubrica"Napoli, reparto oggetti smarriti", Davide Morgera riapre un diario degli anni Settanta e ritrova un mondo fatto di formazioni sognate, trattative immaginate e campioni mai arrivati. Un oggetto povero, costato mille lire, che custodiva sogni di mercato e speranze azzurre meglio di qualsiasi almanacco.

Quanto ci si consolava con quel diario, costava poco più di 1000 lire ma ti apriva un mondo di fantasia. E tu ti ci dovevi solo tuffare dentro. Verrebbe da dire “E tiempe belle ’e na vota”, ovvero quando a scuola si usavano i diari. E, nel nostro caso, quelli di argomento sportivo o addirittura dedicati solo al Napoli con immagini, foto, biografie di calciatori, statistiche, classifiche da compilare, storia della società, i presidenti, gli allenatori, i calciatori, i risultati, l’albo d’oro del campionato, i nazionali, gli stranieri, gli oriundi, i napoletani del Napoli, le presenze, i marcatori, il calendario del campionato, la Coppa Italia, la Nazionale italiana, le Coppe europee, gli arbitri, gli organici della serie A, perfino tutti i contatti dell’Associazione Italiana Napoli Club. Insomma, quei diari rappresentavano una via di mezzo tra un almanacco del calcio ed un… quaderno! In tutti i casi, erano delizia per gli occhi, preziosa fonte di informazione e nutrizione per la mente di ogni calciofilo in erba che si rispetti. Fascia d’età tra la terza media e i primi due/tre anni delle Superiori, tranne qualche dovuta eccezione.

Quel diario diventava un mondo parallelo dove poter viaggiare con l’immaginazione e scriverci di tutto e di più tra pubblico (la scuola) e privato (le proprie passioni). Ed allora ecco che le pagine delle formazioni del Napoli si mischiavano a quelle dei nomi dei professori, le pagelle della partita della domenica (giorno notoriamente ‘libero’ sul diario) con gli indirizzi ed i numeri di telefono dei compagni di classe, le date da ricordare con le regole del calcio, un disegno dei riccioli di Savoldi con l’assegno di Matematica e Geografia, le comunicazioni alle famiglie con tutti i risultati e le formazioni dell’anno precedente, l’orario delle lezioni (prima provvisorio e poi definitivo!) con il sorteggio delle coppe europee, l’elenco dei libri da adottare con le biografie dei calciatori, il giorno di ricevimento dei docenti con i nomi dei cantanti e dei gruppi preferiti, le date delle assenze da giustificare con il risultato della partitella di allenamento del giovedì, i voti del primo quadrimestre con una formazione della nazionale inglese, la pagina con su scritto ‘disinfestazione’, assemblea di istituto’ o ‘sciopero’ con la caricatura di Carmignani, la trascrizione di una barzelletta con i probabili nuovi acquisti per la stagione a venire, il nome della ragazza che ti piaceva con il tabellino di Genoa-Napoli 2 a 3, doppietta di Savoldi. E poi, quando le pagine del diario stavano per finire, ecco comparire la fantasia, le prime trattative di mercato, l’estate che si approcciava, la soddisfazione di avere una promozione in tasca e tre mesi di puro svago alle porte. L’inizio di giugno era tutto questo, era ‘Sport Sud’, bibbia imprescindibile per il tifoso napoletano. Oggi, riaprendo un diario del 1976, mi sono ritrovato, in ultima pagina, questa formazione : Cacciatori (mai acquistato), Bruscolotti (confermato), La Palma (confermato), Mastropasqua (mai acquistato, non si mosse dall’Atalanta per cinque anni consecutivi!), Vavassori (confermato), Maselli (mai acquistato, giocò per cinque anni col Bologna), Novellino (situazione anomala, pare che ‘Monzon’ avesse veramente firmato ma poi rimase al Perugia), Juliano (confermato), Savoldi (confermato), Massimelli (mai acquistato, stessa carriera in rossoblu di Maselli) e Chiarugi (confermato). Ca va sans dire che era il Napoli che sognavo, che volevo per il nuovo campionato dopo attente letture del nostro settimanale preferito.

Nel mio ‘fanta mercato’ ante-litteram cercavo un sostituto di Carmignani che, dopo sei anni tra alti e bassi tra i pali del Napoli, aveva fatto il suo tempo. E Cacciatori della Sampdoria mi sembrava uno affidabile, dal rendimento molto alto, uno dei più forti portieri italiani. Misi da parte Burgnich, ormai in età da pensione, e puntai sul bergamasco Mastropasqua che era andato alla ‘Dea’ proprio in cambio di Scirea. Stesso discorso per Orlandini che con Vinicio aveva dato tutto. Puntai su un giovane emergente, il ‘sette polmoni’ Maselli, un giocatore che non ebbe la fortuna che meritava e molto al di sopra di tanti centrocampisti tanto decantati nel calcio d’oggi. In questo processo di svecchiamento della rosa, Walter Alfredo Novellino era colui che, dopo Claudio Sala, il ‘barone’ Causio ed il giovane Bruno Conti, poteva essere il nuovo crack della fascia destra del calcio italiano. Il suo acquisto sembrava fatto, titoli in prima pagina, la firma imminente, le visite mediche programmate. Niente di tutto questo, l’affare saltò e l’irpino tutto finte rimase nella quiete dell’Umbria. Confermato l’attacco con Savoldi e Chiarugi (a cui davo come riserva Speggiorin, l’eroe di Bodoe!) e l’intoccabile capitano ‘Totonno’ Juliano, c’era la casella del ‘dieci’ da riempire. ‘Ciccio’ Esposito appariva ‘rotto’, anche lui ‘spompato’ da Vinicio, avevamo bisogno di forze giovani ed emergenti. Massimelli fu quello scelto nella mia lista, un ottimo piede, bravo nelle punizioni e nel gioco dietro le punte. Ovviamente nemmeno lui prese mai il treno per Napoli.

Tra giugno e luglio arrivarono Mattolini invece di Cacciatori, Stanzione al posto di Mastropasqua, Restelli per Maselli, Vinazzani in luogo di Novellino e Pin invece di Massimelli. Quel Napoli con i nuovi, ‘veri’, acquisti arrivò sesto e si qualificò in Coppa U.E.F.A. ed io non saprò mai, con i miei acquisti di ‘fantasia’, dove sarebbero arrivati gli azzurri.
