Napoli, dal 2004 ad oggi: come si è arrivati allo sponsor Coca-Cola?

La grande ascesa del Napoli di Aurelio De Laurentiis: dall'avvenuto fallimento nel 2004, fino allo sponsor Coca-Cola per la stagione 2024-25.

Napoli, Kvaratskhelia, Coca-ColaFoto Mosca
Articolo di Raffaele De Luca10/07/2024

Nella storia di ogni società calcistica che si rispetti, ci sono delle date ed in special modo dei momenti, che per svariate ragioni, resteranno per sempre impresse nel cuore e nella mente di tutti i tifosi. Date e momenti che se da un lato possono rievocare del dolci e profondi ricordi, d’altro canto possono far riemergere dei lati oscuri e profonde tristezza.

Era infatti il lontano 30 Luglio 2004, quando tutti i quotidiani italiani più importanti, tuonavano questa notizia: “Il Napoli calcio è fallito”. Una notizia che all’inizio, come si dice ai giorni nostri, poteva sembrare come una vera e propria fake news. Ma che poi ben presto si tramutò, in una vera e propria realtà.

Da allora sono passati bene vent’anni, e possiamo dire che grazie al provvidenziale intervento di Aurelio De Laurentiis, il Napoli ha fatto veramente dei passi da gigante. Basti pensare che dopo ben due anni di purgatorio in Serie C, contraddistinti anche dalla finale play-off persa con l’Avellino, gli azzurri sono dapprima ritornati in Serie B.

Per poi meritarsi la meritatissima promozione in Serie A. Fino ad arrivare non solo alla conquista del Tricolore, arrivata il 4 Maggio 2023, dopo ben 33 anni di attesa. Ma anche e soprattutto ad avere come nuovo sponsor, il famosissimo marchio Coca-Cola, che in vista della prossima stagione, sarà presente sul kit d’allenamento degli azzurri.

Napoli, l’inizio con lo sponsor Mandi

Come sentenziato dal noto scrittore Vincenzo Imperatore, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, dal primo Napoli targato Aurelio De Laurentiis, fino ad arrivare alla venuta di Antonio Conte alle pendici del Vesuvio, sono passati ben vent’anni.

Proprio così: vent’anni. Vent’anni nei quali il Napoli è profondamente cambiato, cresciuto, ed allo stesso tempo maturato. Il tutto a suon di vittorie, trionfi, ricadute, risalite, e vittorie a dir poco indimenticabili, che faranno per sempre parte, della storia di questa gloriosa società.

La quale, esattamente quarant’anni fa, e precisamente il 30 Giugno 1984, ha avuto la fortuna, il privilegio e l’onore, di ammirare le gesta di un certo Diego Armando Maradona. Da molti ancora oggi visto e considerato come il più grande calciatore di tutti i tempi.

Ma soprattutto come colui, che per primo ha portato il Napoli sul tetto d’Italia, vincendo per la prima volta il Tricolore, nel lontano 10 Maggio 1987. E pensare che nelle prime sette partite della Serie C 2004-05, gli azzurri scesero in campo senza sponsor. Prima che ADL pubblicizzasse alcune suoi film, per poi passare al noto sponsor Mandi.

Napoli, sempre attivo in termini di bilancio

Quando Aurelio De Laurentiis, dopo l’avvenuto fallimento del 30 Luglio 2004, decise di prendere in mano le redini del Napoli, nessuno avrebbe mai potuto neanche lontanamente pronosticare, che nell’arco di soli 20 anni, gli azzurri avrebbero compiuto così tanti passi in avanti.

Basti pensare che sebbene i partenopei, siano ancora molto lontani dagli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni, di club come Juventus, Milan, Roma e tante altre, ottenere nell’arco di soli due decenni, la bellezza di 42 milioni di euro di ricavi, è un ottimo salto in vanti.

In special modo se parliamo in termini riguardanti solo ed esclusivamente la Corporate Identify. A questo punto ci si chiede: cos’è esattamente la Corporate Identify? Essa non vuole che essere altro che l’insieme di tutti gli elementi, che consentono ad un ‘azienda di essere riconosciuta e distinta da tutte le sue concorrenti.

E quindi parliamo di elementi come; logo, colori, valori, ed in special modo la percezione che i clienti ed il pubblico in generale hanno di essa. Ed è proprio questo che oggi ha fatto sì che il Napoli, diventasse una delle società più conosciute in tutto il mondo. Grazie alla suq squadra, ai suoi colori, alla sua storia, e all’immancabile supporto dei tifosi.

Napoli, l’espansione della propria fan base

Tutte queste importantissime peculiarità, che da diversi anni a questa parte, rendono noto il Napoli in Italia e nel mondo, hanno ovviamente un obiettivo ben preciso. Vale a dire l’espansione della c.d. fan base, in modo da ottenere dei ricavi economici sempre più cospicui. Grazie anche e soprattutto tramite la vendita dei prodotti ufficiali.

Di conseguenza, grazie ad una simile strategia, società calcistiche come il Napoli hanno la possibilità ad esempio, di richiedere delle sponsorizzazioni più elevate, vendere i propri diritti televisivi a dei prezzi più alti. Come anche vendere giocatori come Victor Osimhen, alla favolosa cifra di ben 120 milioni di euro.

Tuttavia c’è un altro elemento, che forse più di tutti contraddistingue il Napoli, e sono le emozioni che ogni tifoso vive e sente sulla propria pelle, nel momento in cui segue passo dopo passo la propria squadra del cuore. A tal punto che il tifo si tramuta in una vera e propria fede verso quella maglia, quei colori, e quella bandiera, che mai nessuno potrà intaccare.

Questo quindi cosa ci fa capire? Ci fa capire che una tifoseria, come quella azzurra, ha accompagnato e accompagnerà sempre la propria squadra, soprattutto nei momenti più difficili. Perché Napoli è una città che vive di calcio, perché Napoli è una citta che vive di emozioni e di sentimenti. Ma soprattutto perché Napul è mille culur, come tuonava l’immenso Pino Daniele.

Napoli, la vicinanza e l’approccio dei tifosi

Molte volte nel corso degli anni, abbiamo sentito declinare questa espressione: “Il pubblico del Diego Armando Maradona è il 12° uomo in campo”. Verrebbe da chiedersi perché? Perché quando parliamo dei tifosi azzurri, non pensiamo soltanto a coloro che sono nati nei quartieri alti della città.

Ma pensiamo alla miriade di sostenitori sparsi in ogni parte del mondo, perché oggi il sito web dà la possibilità di raggiungerli anche a chilometri di distanza, e farli sentire parte di una grande comunità. E così questa importantissima interazione tra club e tifosi, dà luogo ad un grande loop di interessi da parte di altre aziende.

Le quali a loro volta hanno la possibilità di proporsi come sponsor o partner commerciali della società in questione. A tal proposito, la stessa SSC Napoli, ha così tuonato attraverso il suo sito ufficiale: “La nostra missione aziendale, consiste nella realizzazione di quel mix di elementi, che aggiungano valore per consolidare la partnership aziendale”.

Napoli, da Amazon, Armani fino a Coca-Cola

Quanto illustrato fino ad ora, ci consente di fare non poche osservazioni, per quanto concerne la recente storia del Napoli. Per prima cosa, possiamo dire con assoluta e ferma certezza, che il lavoro svolto dal patron Aurelio De Laurentiis, è stato a dir poco eccezionale. Salvo la debacle avuta nella passata stagione.

Inoltre, e grazie al suo intervento, il Napoli ha acquistato in Italia e nel mondo, una popolarità che forse non aveva mai avuto. In special modo dopo la conquista del Tricolore, avvenuta il 4 Maggio 2023, dopo ben 33 di attesa. E precisamente dai tempi dell’indimenticato Diego Armando Maradona.

Infine, grazie a questa disamine, tutt’ora siamo in grado di capire di che i vari Coca-Cola, Amazon, Armandi e Konami, si siano avvicinati al Napoli, nel corso di questi ultimi anni. A fronte degli sponsor che il Napoli aveva all’inizio della gestione targata Aurelio De Laurentiis.

Ma del resto se un club vuole diventare grande, allora deve pensare in grande. E ad oggi il Napoli lo è diventato, alla luce soprattutto dell’arrivo di Antonio Conte sulla panchina azzurra, e dello sponsor Coca-Cola, presenti sul kit d’allenamento. E pensare che tutto è iniziato da sponsor, che partivano dalla provincia di Caserta, per poi giungere al CIS di Nola.

 

 

 

 

 

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