Il calcio balla al carnevale di Rio, il Napoli non si adegua

Le ciociole di calcio si travestono di Carnevale e raccontano della pagliacciate a cui bisogna assistere al calcio moderno. Con i tifosi, napoletani e non, che vorrebbero parlare solo di calcio e che ormai sono stufi di assistere a questi "scherzi" che rovinano questo sport.

il Napoli al Carnevale di Rio - credits to Instagram allisonsantosil Napoli al Carnevale di Rio - credits to Instagram allisonsantos
Articolo di Giancarlo Moscato16/02/2026

Tra una chiacchiera e un po’ di sanguinaccio, il Carnevale è bello che arrivato ed è senza ombra di dubbio la festa più colorata dell’anno. Un momento in cui si cerca di vivere un periodo con allegria, scherzi, colori e costumi. Insomma, il Carnevale è quella festa che ci riporta un po’ tutti bambini. Ma di scherzi, soprattutto del destino e del fato, ne sono ormai stracolmi i tifosi partenopei. La partita che si accavalla con la festività carnevalesca, è quella sentitissima contro la Roma del simpaticissimo Gasperini.

Ed di grottesco, di aria di Carnevale, ce n’è davvero tanta. Questa partita contro la lupa capitolina è stata accompagnata da scherzi di ogni sorta. Sarebbe così bello parlare di calcio, solo e soltanto di calcio, invece bisogna tornare e ritornare sugli stessi temi. Anche se non si vuol fare, questi temi fanno giri immensi e poi ritornano, come direbbe il buon Venditti romanesco. E quindi Napoli – Roma, per una settimana intera si è parlata delle buone intenzioni – la maleducazione – direbbe Morgan/Italia, contro un Vergara/Bugo che non ha fatto altro che parlare del suo calcio di rigore contro il Genoa.

E proprio perché si è in aria di Sanremo e Carnevale, di polemiche e scherzi se ne sono vista di ogni. Il ragazzo, molto ingenuamente, si è rallegrato davanti alle tv di aver sentito il contatto e di aver pensato “ah, mi ha toccato…è calcio di rigore!”. Una confessione spontanea, non perché l’abbia fatta franca o che cosa, ma di aver sentito il tocco e guadagnato – come da regolamento – il calcio di rigore. Va in atto la tragedia mediatica. Vergara è diventato di colpo il nemico pubblico numero uno e per una settimana non si è fatto altro che parlare della sua presunta antisportività.

Abbaiano di tutti, in particolare quelli che si trovano (meritatamente) in testa alla classifica. Ma poi, dato che il proverbiale diavolo è fetente, nel cosiddetto Derby di Italia, che insomma se la suonano e se la cantano tra di loro, va in scena il più risibile degli scherzi di Carnevale. I livelli però qui sono alti, altro che palloncini da mettere sulle sedie, o fialette puzzolenti al sapore di uova marcio. Qui del marcio, c’è davvero eccome. Kalulu, difensore di quellilà, allunga la mano verso Bastoni, il quale sente arrivare una secchiata di acqua gelida dietro la schiena e crolla rovinosamente al suolo. Urla, scalcia, sbraita.

Doppia ammonizione, ed espulsione per Kalulu. Il Bastoni di cui prima, ammonito anch’egli precedentemente, si alza ed esulta come un matto. Lo scherzo di Carnevale è bello che fatto. Una vera e propria Pulcinellata, mancavano soltanto gli spaghetti in mano e il “ue ue ue ue” saltellante. Una buffonata che fa disdegnare anche il discusso (a giusta ragione) “pezzotto” che si indigna di essere accusato come rovinatore del calcio moderlo. Je suis pezzott.

Una pagliacciata da vero clown, che dato il periodo ci sta veramente benissimo. Ma c’è un Napoli – Roma da giocare, e il primo scherzetto lo combinano i giallorossi segnando lo 0 a 1. Gli azzurri recuperano, ma vuoi che il Carnevale non materializzi l’ennesimo scherzo stagionale agli azzurri? Il tema, manco a dirlo, sono gli infortuni. Non basta ADL in tribuna vestitosi da fisioterapista per scongiurare l’evento, no.

Rrahmani nell’inseguire Wesley, sente tirare la coscia, e frana sull’esterno come un elefante su un letto di foglie. Rigore sacrosanto, e nuovo infortunio, circa il duecentotrentaduesimo della stagione. Roma nuovamente in vantaggio e gli azzurri che ballano più di Pozzetto e Villaggio uscendo dal reparto “malattie tropicali” al ritmo di samba.

Ed è qui che serve il tocco di classe, un po’ di genio e sregolatezza, proveniente proprio dal Brasile. La Samba del Carnevale di Rio è portata da Allison Santos, che entra scattante, fresco, come un gin tonic che ti fa digerire anche il panino con la porchetta dell’ottobre 2022. Sprazzi di lucidità, quelli che ovviamente mancano agli stoici azzurri attuali, e cambio di passo. Ma soprattutto, tiro e gol.

Il ragazzo sembra avere potenziale, non si può giudicare sicuramente dai pochissimi istanti in Coppa Italia, né esaltare dopo il quarto d’ora, sebbene decisivo di ieri. Certo arriva in punta di piedi, senza confrontarsi con rapper della piazza o dichiarare di far alzare le persone dalle sedie per la felicità. Anche quelle sono pagliacciate di Carnevale.

Pareggio che, a queste condizioni, è più che giusto e probabilmente di più non si poteva ottenere. Bisogna salvare la stagione come il Soldato Ryan di Spielberg. Passato il Carnevale, ci sarà il mercoledì delle ceneri, Da quelle ceneri, consumate dei nostri ragazzi che hanno dato davvero il massimo, si spera si possa risorgere come rosa e calciatori indisponibili da troppo tempo e finire questo campionato.

Lontano dalle ipocrisie di questo calcio, in cui si sono travestiti un po’ tutti da pagliacci.

Frame di immagine televisiva

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