Napoli, Calaiò a muso duro: “Con l’Empoli la partita più brutta della stagione”
L'ex attaccante Emanuele Calaiò ha parlato del Napoli, esternando tutta la propria delusione in seguito al brutto k.o. rimediato contro l'Empoli
Foto MoscaUno dei protagonisti assoluti del ritorno in Serie A del Napoli, targato Aurelio De Laurentiis, è stato senza alcun dubbio Emanuele Calaiò. Arrivato tra le fila azzurre, il 10 Gennaio 2005 dalle fila del Pescara, l’attaccante originario di Palermo, a suon di gol ed emozioni è subito divenuto un beneamino di tutti i tifosi partenopei.
Come dimenticare infatti il gol realizzato durante il campionato di Serie B 2006-07, rivelatosi poi decisivo per la risalita degli azzurri nel massimo campionato italiano. Emozioni davvero uniche, alle quali ci eravamo abituati soprattutto l’anno scorso, culminato con la memorabile conquista del Tricolore.
Ma adesso, alla luce dell’ennesima sconfitta in campionato, stavolta per mano dell’Empoli, il Napoli sembra essere una squadra completamente allo sbando, priva di onore e di orgoglio. Nonché incapace di reagire alle non poche difficoltà incrociate durante la stagione.
Ed è proprio in merito al k.o. rimediato contro i ragazzi di Davide Nicola, che l’ex arciere azzurro, si è così espresso ai microfoni di Campania Sport: “Con l’Empoli la partita più brutta della stagione. Fino ad ora si è parlato molto della società, degli allenatori, ma poche sono state le critiche nei confronti della squadra”.
Napoli, la delusione di Emanuele Calaiò
La sconfitta patita contro l’Empoli, ha lasciato non pochi strascichi e ripercussioni all’interno dello spogliatoio del Napoli, ormai sempre più allo sbando. Una squadra in balia di se stessa, e forse fin troppo appagata della conquista del Tricolore, avvenuta poco più di un anno fa. Verrebbe quindi da chiedersi: Perchè? O magari anche: come è stato possibile un epilogo del genere?
In molti hanno addossato le colpe alla società, e di conseguenza al patron Aurelio De Laurentiis, che a più riprese si è assunto tutte le responsabilità del caso. Ma c’è anche da dire un’altra cosa: sono i giocatori che scendono in campo. E sono sempre loro che hanno il dovere morale di onorare fino alla fine i colori azzurri.
Proprio su un tema del genere, si è così espresso l’ex Pescara Emanuele Calaiò, esternando tutta la propria delusione: “Aurelio si è assunto tutte le proprie responsabilità, come anche gli allenatori, ma così diventa tutto troppo facile. La squadra ormai è morta, e si parla del passato e del futuro. Ma vi sono ancora cinque partite da giocare”.
Napoli, Calaiò sull’involuzione degli azzurri
Giunti ormai alle battute finali del campionato, per il Napoli di Francesco Calzona c’è ormai poco da dire. Gli azzurri contro l’Empoli hanno rimediato il 10° k.o. in campionato, e da diverso tempo sono tagliati fuori dalla lotta per la Champions League. Un epilogo davvero molto triste per una squadra, che ha ancora il Tricolore cucito sul petto.
A tal proposito, si è così espresso l’ex n° 11 del Napoli Emanuele Calaiò, soffermandosi sulla grande involuzione dei partenopei: “E’ cambiato solo Kim, ma anche con lui credo che la situazione non sarebbe stata diversa. Ormai il Napoli non c’è più con la testa, e lo abbiamo visto contro l’Empoli, contro cui non ha fatto un tiro in porta”.
Conclude così l’ex bomber del Napoli: “Vi sarebbe ancora la possibilità per il 5°-6° posto, ma non vi è volontà. Chi salvo di questa stagione? Solo Politano e Lobotka, gli unici che hanno dimostrato attaccamento alla maglia”.
