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Il calciomercato del tifoso Presidente per un giorno

Il calciomercato del tifoso Presidente per un giorno

©️ “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Il campionato è (quasi) terminato ed ora entra in gioco il vero presidente per un giorno.

Perché dopo quello di indossare la maglia della squadra del cuore, il sogno a occhi aperti di ogni tifoso di calcio è quello di poter essere, anche solo per un giorno, il suo presidente. Ma quale giorno? Soprattutto il giorno (o i giorni) del calcio mercato: quale tifoso non ha mai detto o pensato che al posto suo, del presidente, avrebbe fatto sicuramente meglio sul mercato?

Però oggi quel tifoso non può ragionare come una volta quando l’acquisto di un calciatore veniva salutato con giubilo dai fan e da immancabili discussioni sul ruolo che avrebbe occupato in campo. Oggi l’acquisto o la cessione di un calciatore viene accompagnato dalla “indispensabile” annotazione sul fatto che la sua cessione abbia generato o meno una plusvalenza e se sia stato o no un buon affare a livello di bilancio.

E dopo circa un anno in cui questa rubrica ha tentato, speriamo con semplicità e chiarezza, di trasferire la conoscenza delle dinamiche fredde, razionali e necessariamente orientate al profitto che si celano dietro ogni decisione aziendale, è arrivato il momento di “giocare al calciomercato”, una sorta di business-game sulla futura campagna acquisti-cessioni del nostro amato (e anche criticato) Napoli.

Una campagna acquisti che deve tener conto delle nuove regole sul Fair Play finanziario varate lo scorso mese dalla UEFA che dovrebbero aiutare, almeno teoricamente, i club a prevenire le difficoltà economiche registrate già negli ultimi esercizi di bilancio in tutta Europa anche a causa dell’improvvisa pandemia che ha messo a dura prova le aziende-calcio.

Ma cosa deve sapere in particolare il presidente per un giorno?

Soprattutto che la UEFA ha deciso che, a partire dalla stagione 2024-2025, i costi legati alle squadre, secondo il nuovo regolamento, non potranno superare il 70% dei ricavi dei club.

Per il nostro Napoli, secondo quanto riportato da Calcio & Finanza analizzando gli ultimi bilanci disponibili, il rapporto tra costo della rosa e i ricavi è al 114%, una percentuale ben più alta del 70% previsto. Ma il Napoli non è solo: la Roma è al 135%, la Lazio al 112%, il Milan al 90%, 99% per la Juventus e ben 109% per l’Inter. Solo l’Atalanta è al 47%.

È vero che ci sono due stagioni di tempo per adeguarsi, ma il presidente per un giorno non deve lasciarsi, ora che è consapevole di certe dinamiche, suggestionare dalla voglia di emulare quelli che spendono senza averne i requisiti. Perché il cerchio si sta stringendo e dal 2024/2025 saranno cavoli amari per tutti: anche per quelli che, come abbiamo già scritto su queste colonne, pensano che il pozzo delle ricapitalizzazioni (Juve) o dei nuovi fondi proprietari (Milan, Inter, Roma) sia infinito.

Ed allora ci siamo divertiti ad immaginare questa campagna acquisti/cessioni che possa permettere al Napoli di essere competitivo e continuare a rispettare le sane regole del buon bilancio portando a casa uno sbilancio di cassa positivo di circa 26 milioni di euro.

Voi cosa ne pensate?

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