L'anima di Partenope

Napoli, dove il calcio si gioca anche fuori dal campo: scaramanzie, riti e manie azzurre

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani attraversa il lato invisibile del pallone napoletano: riti, amuleti, ossessioni e piccoli culti che uniscono presidenti, campioni e tifosi. Dal cappotto del Petisso ai gesti di Maradona, fino ai corni sotto il televisore: perché a Napoli la partita comincia molto prima del fischio d’inizio.

Quando a Napoli c’era l’Audax: la squadra del popolo che sfidò il Naples Football Club

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani riporta alla luce l’epopea dell’Audax, la società che nei primi del Novecento osò contendere al Naples FBC i trofei cittadini. Campi improvvisati, porte traballanti, giovani reclutati tra ginnasti e canottieri, la Coppa Salsi come mito fondativo: un frammento di storia che racconta come Napoli abbia costruito il suo calcio molto prima del Napoli.

Quando Napoli si sfidava a cavallo: tornei, giostre e onore medievale

In L’anima di Partenope, Giancamillo Trani riporta Napoli al tempo delle giostre e dei tornei medievali, quando lo sport era addestramento, spettacolo e identità civica. Dai cavalcatoi fuori le mura alle sfide accanto ai luoghi del potere, da Castel dell’Ovo a Castel Nuovo, la città si racconta attraverso il clangore delle lance e il galoppo dei cavalli. Una mappa di strade, piazze e memorie che svela come Napoli abbia fatto dello sport un rito pubblico molto prima dei campi moderni.

San Domenico Maggiore, uno dei luoghi dove nacque il corpo sportivo di Napoli

Nel solco de “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani ci riporta tra le pietre secolari di San Domenico Maggiore, tempio d’arte e sapere, dove prese forma anche una nuova educazione del corpo. Qui mosse i primi passi una delle più antiche e gloriose società sportive napoletane, la Virtus Partenopea, contribuendo a costruire una cultura sportiva fatta di disciplina, identità e partecipazione.

Napoli, la città che crea i giganti: l’origine nascosta di Bud Spencer

Per "L'anima di Partenope", Giacamillo Trani racconta la Napoli che genera miti prima ancora di riconoscerli. Prima dei film, dei pugni coreografici e della risata inconfondibile, c’era Carlo Pedersoli, il ragazzo di Santa Lucia che nuotava più veloce del tempo. Una storia che non è biografia, ma identità collettiva: perché Bud Spencer è un pezzo dell’anima della città.

Internapoli, l’altra anima calcistica di Napoli: ascesa, miti e declino di un sogno biancoceleste

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani ripercorre la storia dell’Internapoli, la squadra che per decenni contese al Napoli il secondo posto nel cuore cittadino. Dalle origini nel Cral Cirio agli anni d’oro del Collana, tra Massa, Chinaglia, Wilson e Vinício, fino al lento dissolversi di un progetto che aveva sfiorato la Serie B e acceso le ambizioni di un’intera comunità.

Dal cavallo sacro al ciuccio di Fechella. La lunga corsa dell’anima napoletana

In “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani ricostruisce la storia profonda e contraddittoria del cavallo rampante, simbolo antico di Napoli, nato tra Etruschi, Romani, Svevi e Borbone. Un emblema di potenza, libertà e cultura equestre che attraversa i secoli, fino a rovesciarsi ironicamente nel ciuccio di Fechella, mascotte popolare del Napoli calcio. Perché a Napoli anche i simboli nobili finiscono per sporcarsi le zampe nella realtà, senza perdere dignità

Quando bastavano due pezzi di legno per fare sport, oltre il calcio

Nella rubrica "L'anima di Partenope", Giancamillo Trani torna all’origine del gesto sportivo: mazza e pivezo, gioco popolare antichissimo, fatto di legno, strada e immaginazione. Uno sport ancestrale, praticato prima dei campi regolamentari e dei regali usa e getta, dove il gioco era comunità, sfida e formazione naturale. Quando bastavano due pezzi di legno per imparare a stare al mondo.

Lo sport a Napoli prima di Napoli

Prima dei social, delle fiction e delle narrazioni usa e getta, Napoli era già capitale di sport, rito e cultura. Dai Giochi Isolimpici al cuore greco della città, Giancamillo Trani, per "L'anima di Partenope", ricostruisce una storia antica e documentata che smonta stereotipi moderni e restituisce a Napoli il ruolo che le spetta: non comparsa folkloristica, ma protagonista millenaria anche nella storia dello sport.

A scuola di vita e di cazzotti: la leggenda della Fulgor e di Geppino Silvestri

Da sempre il cinema racconta l’epica del ring, ma a Napoli quella stessa epica ha un volto vero: Geppino Silvestri. Per "L'anima di Partenope", Giancamillo Trani ripercorre la nascita della Fulgor, i campioni cresciuti nello scantinato di Via Toledo e l’eredità dimenticata di un uomo che ha tolto ragazzi dalla strada e costruito una nobile arte in una città che oggi fatica perfino a ricordarlo