Rubriche

I 50 anni del «Bar» di Stefano Benni: dalla «Luisona» alle sbornie del Web

Beccantini parte da Stefano Benni e dal suo immortale Bar Sport per raccontare la metamorfosi di un’Italia che ha trasferito il tifo dal bancone al display, scambiando il calore ruvido dell’umanità per la presunzione fredda dei social, mentre il calcio, come sempre, resta lo specchio più impietoso dei nostri vizi.

Gerd Müller

Una rotazione letale. Müller-David. Bernini alla finale Mondiale del ’74.

Ritorna la penna di Ivano La Montagna, ritorna la rubrica de "Il museo del gol", dove grandi campioni e grandi gol vengono mescolati ai maestri dell'arte mondiale. Questa volta tocca a Müller e Bernini

Gertrude Ederle

14 ore di silenzio: la sensazionale impresa di Gertrude Ederle che ha ghigliottinato il mondo maschile.

Per la rubrica "Chiedimi chi era" di Anna Albano: la storia di Gertrude Ederle, l’usurpatrice che con un’infallibile volontà di potenza ha frantumato il mito della fragilità femminile, cancellando in un colpo solo due ore di supremazia maschile.

Perché l’Italia ha perso un patrimonio che non era nei piedi, ma nella testa

Nella rubrica "La mente in campo", Alberto Cei spiega come il calcio italiano abbia smarrito la sua vera ricchezza: l’intelligenza di gioco. Non è solo una questione tecnica, ma cognitiva, fatta di anticipazione, visione e capacità di decidere prima degli altri. Senza modelli, senza coraggio nel valorizzare i giovani e senza una cultura che unisca pensiero e creatività, il sistema ha progressivamente indebolito ciò che per anni lo aveva reso unico

Figurine, una grave ed infinita malattia

Nella sua rubrica, Davide Morgera entra nella foresta silenziosa dei collezionisti e racconta la febbre delle figurine: vergogne adolescenziali, madeleine proustiane, album Panini custoditi come reliquie e case editrici dimenticate che hanno fatto la storia della carta stampata sportiva.

Cavafe, i piedi curvi e la geografia del destino.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa racconta Carlos Alberto Vazquez Fernandez, detto Cavafe, difensore nato a Cuba e cresciuto a Madrid, migrante del pallone più che turista del talento. Tra un difetto alle tibie, una frase profetica di Maradona e la convocazione identitaria con la nazionale cubana, la sua carriera diventa un racconto di resistenza silenziosa. Non copertine né statistiche, ma cicatrici e lavoro: a volte il destino non è un traguardo, è una direzione.

Dov’è la Vittoria? L’Italia..crollò!

Le ciociole di calcio volgono lo sguardo alla nazionale, quella dell'Italia, che ancora una volta sarà a casa durante i prossimi mondiali. Un fallimento annunciato, figlio di un cambiamento che non è mai arrivato. La passione dei tifosi, ancora volta calpestata.

Il dovere non è straordinario

Non era un’impresa, era un compito. Ma l’Italia continua a vivere il dovere come se fosse un evento eccezionale, smarrendo proprio quella normalità che distingue le nazioni mature

Diego avrebbe battuto anche il “mostro” da 37 gol in una partita

Rileggendo "Vietate le sedie" di Ignácio de Loyola Brandão, Darwin Pastorin immagina una sfida impossibile tra Diego e un calciatore-mostro da 37 gol a partita. E la sua risposta è netta: contro ogni prodigio disumano, avrebbe vinto comunque Maradona, con la sola forza della fantasia.

Stabile in Naziomale

Il coraggio di osare di Giacomo Stabile

La green card della settimana va a Giacomo Stabile, che nell’amichevole under 20 con l’Inghilterra firma un gol di tacco carico di coraggio e fantasia.