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Maglie storiche del calcio appese in esposizione tra tradizione, colori e marketing moderno

Le maglie del calcio tra cuore e mercato: la rivoluzione dei colori

Nel suo articolo per la rubrica ''L'angolo del Beck'', Roberto Beccantini racconta la trasformazione delle maglie da simboli sacri del tifo a prodotti del mercato moderno. Dai colori storici e immutabili degli anni Settanta alle continue rivoluzioni dettate da sponsor, marketing e moda, il calcio ha progressivamente smarrito parte della propria identità visiva. Resta però intatto il legame emotivo tra tifosi e colori della propria squadra.

Flo Hyman durante una partita con la nazionale statunitense di pallavolo negli anni Ottanta

Flo Hyman: la gigante che ha riscritto le regole dello sport americano

Per la rubrica “Chiedimi chi era” di Anna Albano, la storia di Flo Hyman è il racconto di una donna che ha cambiato per sempre il modo in cui lo sport guardava le atlete forti, visibili e dominanti, trasformando la propria diversità in una forma di potere.

Sandrino Carrea, il giorno in cui la maglia gialla tremò di umiltà

Al Tour del 1952, mentre Fausto Coppi costruiva la sua leggenda, un gregario piemontese visse la più inattesa delle incoronazioni, e quasi se ne scusò

Moncini

Moncini: la forza di non arrendersi mai

Moncini contro la Virtus Entella, proprio quando il gioco si fa duro, proprio quando la squadra sembra essere arrivata a un punto di non ritorno, interviene con la sua esperienza e con il suo spessore di sportivo, prima ancora che di calciatore, controlla il pallone, si gira con rapidità e conclude con precisione chirurgica, battendo […]

Yekini, il Toro e la verità che non consola.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa attraversa la parabola di Rashidi Yekini, dal gol al Cotton Bowl che fece nascere la Nigeria calcistica alla lenta sottrazione della malattia. Tra superstizioni africane, fantasmi su quattro ruote e diagnosi taciute, la sua fine smonta la leggenda della maledizione e restituisce una verità più dura: non un incantesimo, ma la solitudine biologica di un corpo che si spegne mentre il mito continua a correre.

Il Grande Torino, Superga

I giorni del Torino, 1949-1976: il grande dolore, la grande impresa

Ne “L’angolo del Beck”, Roberto Beccantini torna a Superga e al Grande Torino, memoria collettiva più che granata: dagli Invincibili al Toro di Radice campione nel 1976, una storia che attraversa lutto, rinascita e mito nazionale.

Ogni 4 maggio alzo lo sguardo verso Superga e penso agli eroi del Grande Torino e a Meroni

Nel ricordo del 4 maggio, Darwin Pastorin torna idealmente a Superga e al vecchio Filadelfia, tempio del Grande Torino e della sua eterna giovinezza. Tra i versi di Arpino, gli Invincibili e la carezza di Gigi Meroni, riaffiora un calcio sacro, popolare e struggente, fatto di memoria, poesia e rimpianto.

Tifo Sinner perché è poco italiano

Non per passaporto, ma per metodo: Sinner rappresenta tutto ciò che spesso manca al nostro modo di intendere talento, efficienza, umiltà, resilienza e lavoro. Una lezione sportiva, ma anche aziendale. Purtroppo, tocca imparare perfino dal tennis.

Edoardo Motta

La notte in cui Motta diventa muro

La green card della settimana va a Edoardo Motta, estremo difensore della Lazio, che nella semifinale di ritorno della Coppa Italia, mantenendo concentrazione e lucidità, ha parato 4 rigori su 5 all’Atalanta.

Giorgio Bocca: la Juve, quella sfida con Fenoglio e la passione per Diego e Baggio

In questa Maradoneide, Darwin Pastorin rievoca Giorgio Bocca, partigiano della parola e juventino per passione, tra sfide con Fenoglio e amori calcistici che portano a Sivori, Maradona e Baggio. Un ritratto di rigore e libertà, dove il calcio diventa chiave per leggere un uomo e il suo sguardo sul mondo.